Il Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi a Roma il 10 maggio scorso presso lo SPIN TIME con circa 300 partecipanti è stata l’occasione per fare, dopo circa due anni di segnalazioni e lavoro sul campo, il punto della situazione, ma è stato anche il modo per confrontarsi con vari ricercatori e ricercatrici sullo stato dell’arte del processo di militarizzazione dell’istruzione e della formazione in Italia.
L’apertura del Convegno, valido tra l’altro come aggiornamento per il personale scolastico, è stata affidata al Direttore del corso, il prof. Michele Lucivero*, promotore dell’Osservatorio e responsabile del sito web, il quale ha tracciato a grandi linee ciò che negli ultimi due anni ha svolto questa rete di associazioni, sindacati di base e volontari/e per denunciare il processo di militarizzazione in atto nella società civile attrarverso la scuola e l’università.
Dalla campagna sugli zainetti militari di Giochi Preziosi con spot inneggianti alla bellezza della guerra fino alla collaborazione tra scuole primarie, Giunti Editore e Marina Militare nel progetto “La Lupa Marina“, il coinvolgimento delle forze armate nelle scuole, sia nell’immaginario sia nella concretezza quotidiana, è diventato dilagante. Del resto, nelle scuole secondarie di secondo grado l’invadenza dei militari con i protocolli tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Ministero della Difesa ha condotto i nostri studenti e le nostre studentesse fin dentro le caserme per svolgere i PCTO, “educandoli alla guerra”.
Anche le accademie e la ricerca universitaria, inoltre, sono state militarizzate, non solo perchè gli/le stessi rettori/rettrici di università pubbliche (12 rettori/rettrici dopo le dimissioni del rettore dell’Università di Bari) siedono nel Consiglio di Amministrazione di una Fondazione (Med-Or) direttamente legata ad una delle più grandi eziende produttrici di strumenti di morte al modo, cioè Leonardo S.p.A., ma soprattutto perchè ormai si fa fatica a distinguere i progetti di ricerca tesi al benessere collettivo da quelli orientati alla distruzione globale dell’umanità, dal momento che il capestro del dual-use è diventato lo strumento per aggirare gli ostacoli del capitalismo di guerra.
Insomma, a due anni dalla fondazione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto dopo che i fronti di guerra si sono moltiplicati in tutto il mondo. Da questo punto di vista, è evidente che il coinvolgimento del nostro Paese richiede un sostegno ideologico e retorico che deve essere preparato adeguatamente sin dalle nostre scuole, ma noi non possiamo permettercelo, per cui saremo attenti affinchè nelle nostre scuole si punti alla costruzione di ponti tra le popolazioni, di armonia tra le genti e di pace tra tutti gli esseri umani.
Qui di seguito uno stralcio dell’introduzione di Michele Lucivero al Convegno.
Qui le slide presentate al Convegno.
*Michele Lucivero è Docente di Storia e Filosofia presso il Liceo “Da Vinci” di Bisceglie (BT), fondatore dell’Osservatorio di cui cura il sito web. I suoi interessi culturali vertono su tematiche di argomento religioso, filosofico e antropologico ed è formatore per iniziative del CESP (Centro Studi per la Scuola Pubblica) e della SFI. Direttore delle collane PAIDEIA. Pratiche Didattiche e Percorsi Interculturali di Aracne Editrice, giornalista pubblicista, saggista, collabora come editorialista con diverse testate ed è tra gli autori e i curatori del testo dell’Osservatorio La scuola laboratorio di pace, pubblicato da Aracne, 2023.















