Intervistata da Radio Onda d’Urto, Nicoletta Dosio, punto di riferimento del movimento no Tav, ex insegnante con grande esperienza nei vari cicli di istruzione, ma soprattutto alle primarie, traccia quel filo rosso che unisce le lotte contro le devastazioni per opere inutili alle strategie di coinvolgimento militaresco dei settori educativi.
Come afferma Nicoletta, oggi vittima di una repressione assurda (anche considerando che è alle soglie degli 80anni e la sua “pericolosità” più che sociale è contro le lobby del mattone) e tuttora agli arresti domiciliari, queste sono le due facce della stessa medaglia: armi e opere devastatrici ed estrattive.
Parlando delle sue colleghe, che superficialmente issano bimbi e bimbe sugli aerei da caccia o fanno indossare divise e imbracciare, per gioco, armi da guerra, Nicoletta Dosio ritiene che non si può «disattendere così il ruolo di educazione alla pace e al rispetto della natura della scuola».
