Liberiamo la pace Sabotiamo la guerra, è stato il titolo dell’evento tenutosi a Colleferro sabato 15 giugno, organizzato dall’Assemblea NoWar Valle del Sacco a cui hanno aderito le associazioni: Emergency Colleferro, Retuvasa, associazione LABC Paliano, Terramadre Montelanico, Associazione Stecca Para, Zollenomadi e individualmente alcuni cittadini e cittadine.
L’evento è stato aperto dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con la presenza di Roberta Leoni ed è stato un’occasione per presentare le nostre attività ad una realtà particolarmente sensibile ai temi della militarizzazione e del riarmo. L’incontro è proseguito con un focus sull’industria bellica nazionale e locale con Futura D’Aprile -giornalista-, e con un intervento di Alberto Valleriani -Assemblea NoWar Valle del Sacco- per chiudersi con un in dibattito arricchito da numerosi interventi del pubblico.
La giornata rientra nelle iniziative di informazione che da qualche tempo l’Assemblea NoWar Valle del Sacco ha lanciato sul territorio con incontri e assemblee a Colleferro, Labico, Genazzano, Anagni.
La partecipazione dell’Osservatorio all’evento di Colleferro è stata particolarmente significativa essendo questa cittadina sede della Simmel Difesa spa e dell’ Avio S.p.a.
Riporta il Frosinone Today in un articolo del 19 luglio 2023: «La Simmel Difesa spa ha raccolto l’eredità di tutte le realtà industriali che hanno fatto la storia della difesa in Italia. La società ha sede nei locali della ex BPD ed appartiene ad un gruppo franco-tedesco (50% Nexter System ed il restante 50 alla famiglia Wegmann, proprietaria della Krauss-Maffei). La sua attività prevalente riguarda la fabbricazione di armi e munizioni (caricamento di munizionamento terrestre e navale), progettazione, sviluppo, produzione e vendita di munizionamento convenzionale (armi, spolette, granate, componenti di missili, sistemi di arma, esplosivi e pirotecnici, per cannone, artiglierie antiaeree ed anticarro, armi portatili, tutti i tipi d’arma, manutenzione, trasformazione e revisione e sistemi d’arma), una nuova famiglia di propellenti (con una produzione fino a 100 tonnellate al mese), a cui si sono aggiunte le competenze sulla missilistica, le teste di guerra e razzi».
Attività tutte sottoposte a test e prove che possono richiedere anche oggetti caricati con diversi chili di esplosivo e che rappresentano un pericolo non solo per gli operai della Simmel, che oggi impiega ca 150 persone (è stato ricordato l’operaio Roberto Pignalberi, morto a 35 anni, nel 2007 per un’esplosione), ma per l’intera cittadinanza.
L’attività della fabbrica produttrice di morte è stata per anni coperta dal “segreto di Stato”, e sebbene sia passata ad un sistema di “trasparenza nominale” (e non reale!), ancora oggi la cittadinanza non ha piena consapevolezza dei rischi che derivano da questa convivenza a partire dall’impatto ambientale e dalle conseguenze sulla salute.
La morte dentro e fuori è stato il motto che in passato hanno adottato le associazioni pacifiste della valle del Sacco proprio per rendere evidente il legame tra tossicità delle produzioni belliche sul territorio (vd. uso del perclorato, nitroguanidina o del Butadiene) e la produzione di armi il cui unico scopo è essere vendute per produrre morte.
Con un fatturato € 78.376.913,00 (2022), un utile di € 6.984.977,00 (2022) e un capitale sociale di € 7.125.036,00 (2023), un patrimonio di 50 ettari ad Anagni e 100 ettari a Colleferro (a cui aggiungere in 910 ettari nei comuni di Colleferro, Segni ed Artena, appartenenti al gruppo Avio, tramite la società Servizi comprensoriali sviluppo immobiliare srl (Se.Co.Sv.Im), la Simmel inserisce l’intero territorio nell’economia di guerra e nella corsa agli armamenti del nostro paese e inserisce questi piccole realtà territoriali in un contesto bellico globale.
(Alcune informazioni dettagliate, anche se non aggiornate, su cosa produce la Simmel e in quale conflitti la sua produzione è stata coinvolta sono rintracciabili su: https://www.peacelink.it/disarmo/a/20358.html; https://www.peacelink.it/disarmo/a/23666.html; https://lists.peacelink.it/disarmo/2007/10/msg00013.html; https://www.peacelink.it/disarmo/a/23667.html;
Proprio per questo l’assemblea ha ritenuto opportuno rilanciare un’opera di “controinformazione e informazione” alla cittadinanza; l’opera di manipolazione delle menti svolta dalla “guerra cognitiva” (vd. dossier dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’Università: https://osservatorionomilscuola.com/libri-e-pubblicazioni/) ha anche come fine l’accettazione e la normalizzazione della presenza di fabbriche di morte sui territori. All’argomentazione che in fondo assicura “posti di lavoro”, creando occupazione, l’Assemblea noWar Valle del Sacco, risponde con un secco Riconvertiamo le fabbriche di morte, (altro motto della loro campagna pacifista) perché come ci ha ricordato Futura D’Aprile, queste contribuiscono al PIL solo per lo 0,9% (contro ad esempio il 6% del turismo) mostrando che la corsa agli armamenti non serve neanche all’economia.
Dalle relazioni e dal dibattito finale è emerso come le sfide del nostro futuro, determinate dalla crescita delle diseguaglianze, dall’emergenza climatica e dalla transizione ecologica, siano strettamente dipendenti e connesse con la tendenza alla guerra, alla militarizzazione, e alla competizione sul mercato mondiale, e come sia essenziale far crescere movimenti sociali che lottino contro le disuguaglianze, lo sfruttamento e la logica di guerra per una reale giustizia sociale, una sostanziale democrazia, una reale pressione al disarmo.
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università ci siamo impegnati a sostenere l’Assemblea NoWar con l’organizzazione, dal mese di settembre, di convegni rivolti ai docenti e agli studenti nella piena convinzione che il contrasto alla guerra e la conseguente militarizzazione delle scuole, dei territori e delle menti, sia la condizione necessaria per affermare un nuovo modello di sviluppo, a livello locale e globale.
Roberta Leoni – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università






