Proponiamo l’intervista di Michele Lucivero, docente e giornalista, intervistato da Andrea Vitello ai microfoni di Radio Radicale durante i lavori dell’Eirenefest a Roma. Lucivero dà notizia dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università che, dopo due anni di intensa attività, si è costituito in comitato di scopo, ufficialmente il 10 maggio 2024, dopo lo svolgimento del Convegno Nazionale a Roma presso lo SPIN TIME.
La sinergia attivatasi con altre associazioni italiane, anche cattoliche, è stata e resta fondamentale per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Siamo presenti nel territorio italiano con iniziative di vario tipo, presentazioni di libri, convegni, eventi e manifestazioni. Attraverso il nostro sito web mostriamo le tantissime celebrazioni, circolari, segnalazioni, PCTO, campagne che mettono insieme FFAA e scuola.
Ci stiamo facendo promotori della proiezione in tutta Italia del docufilm Innocence sulla militarizzazione della società israeliana, dove prestare servizio militare è obbligatorio. Qui le giovani generazioni vengono strappate all’innocenza dall’oscuro mondo delle armi e del dominio: questo è lo scenario che noi prevediamo possa presentarsi anche in Italia con una retorica di guerra sempre più galoppante.
L’indottrinamento dell’infanzia e delle giovani generazioni va avanti da molto tempo e ci obbliga a diventare più attenti/e, numerosi/e e informati/e per contrastarla sul posto di lavoro, nella società civile, nella promozione culturale, nella valutazione dei nostri rappresentanti politici. Per smontare la retorica della difesa armata e dell’amor patrio sarebbe importante parlare ovunque, anche a scuola, della resistenza nonviolenta. Si dovrebbe studiarla. Raramente viene inserita nei programmi scolastici.
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo scritto un vademecum per consentire a docenti, personale ATA, studenti/studentesse e genitori di opporsi a iniziative, corsi e giornate che prevedano l’incontro con corpi militari o di polizia. Diffide, mozioni, atti di rimostranza personale. Per esempio a scuola i/le docenti possono presentare una opzione metodologica di gruppo minoritario: se la maggioranza del Collegio Docenti vota una proposta didattico-educativa non condivisa chi è contrario e si trova in minoranza, conclusa la votazione, deve chiedere che venga verbalizzato il voto contrario, espresso dal singolo o da più docenti, e conseguentemente, la non disponibilità a partecipare allo svolgimento della stessa. La verbalizzazione dell’opzione di minoranza tutelerà da un punto di vista normativo i/le docenti.
Non solo opposizione. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università invita le/i docenti a riappropriarsi della libertà di insegnamento e quindi portare nelle classi contenuti stimolanti una visione critica della guerra, qualunque materia insegnino. Di saperi alternativi al pensiero militarista sono piene biblioteche e archivi digitali. Nostro compito è valorizzarli, ancora più in questo frangente storico italiano in cui le scuole stanno aprendo all’influenza militare.
Clicca qui per la video intervista su Radio Radicale.
Maria Pastore – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
