CAMPO o SCUOLA? Plotoni, naia e dintorni con gli Alpini

Che non si tratti di una occasione educativa, come lo è la frequenza della scuola dell’obbligo, lo si capisce da quest’ultimo punto di un semplice regolamento:

In caso di gravi mancanze e comportamenti irrispettosi e maleducati, nei confronti di adulti o di altri allievi, su decisione irrevocabile del Team Campo Scuola (qui), i soggetti saranno immediatamente allontanati, previa comunicazione ai genitori” .

Allontanati da dove? Ma dal proprio “Plotone“, naturalmente. 200€ per 15 giorni sono un compromesso accettabile per tenere i propri “bocia” impegnati in una “naja” mentre i genitori lavorano. Peccato che l’unica località rimasta non sold out, ad oggi almeno, sia Linguaglossa (CT) dal 20 luglio al 3 agosto 2024 (vedi). Sarà che nel Sud e sulle Isole si preferisca la colonia marina? Ma, quale fosse lo spirito originario dell’ormai consolidata iniziativa, lo si legge in un post di “Franco” Maggioni a firma “morang” sul vecchio sito web dell’Associazione Nazionale Alpini – Gruppo di San Vittore Olona -. Nel maggio 2016 egli scriveva così: “CAMPO SCUOLA ANA – PC. Continuano le riunioni preliminari per definire gli aspetti significativi del progetto denominato CAMPO SCUOLA ANA MILANO – PC che vedrà ragazze e ragazzi partecipare a una tre giorni nata dall’idea ed organizzata da un gruppo giovani della Sezione per avvicinare e far conoscere l’Associazione, il volontariato, la Protezione Civile ai nostri bocia. L’iniziativa proposta a figli e nipoti dei Soci, è stata estesa al resto della cittadinanza e la si vuole portare a conoscenza di realtà quali oratori e scuole. […] comunque lascerà un ricordo segnato soprattutto, ce lo auguriamo, dall’amicizia e complicità che si verrà a creare tra ragazzi che non si conoscono ma che dovranno condividere un, seppur breve, periodo insieme…naioni, questo vi ricorda qualcosa? Da parte nostra ce la metteremo tutta […] comunque vada, sarà un successo anche solo per il fatto di averci provato a proporre una iniziativa nuova e proiettata nel futuro con l’ambizione di veder germogliare il seme piantato. Per tutti i Soci del Gruppo l’impegno è quello di pubblicizzare l’iniziativa, anche nei paesi limitrofi“.

Pare ci siano riusciti, non sappiamo però se abbiano allontanato qualche fannullone.

Concludiamo, affermando che – al di là dei regolamenti e delle intenzioni di chi si impegna per la crescita dei giovani in sentimenti di solidarietà amicizia e responsabilità – i genitori che considerano questi campi una occasione per temprare il carattere dei loro “bocia” sono parte del problema. Nei bambini, quali valori può rafforzare un campo scuola degli Alpini? I sacrari, la nostalgia di “quel” coraggio, i segnali di tromba che impongono il silenzio o di scattare fuori dalla branda sono la forma perfetta dei loro valori. Noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università crediamo nel ripudio della guerra e siamo contrari a questo indottrinamento. La strada lastricata dalle loro buone intenzioni sappiamo dove porta e non ci piace per niente.  

Marcella Pastore – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

Un pensiero riguardo “CAMPO o SCUOLA? Plotoni, naia e dintorni con gli Alpini

Rispondi a Propaganda o beneficenza Forze Armate alla "Race for the cure" Annulla risposta