Il volo del pinguino all’I.C. Velletri Nord

Le circolari interne che arrivano allOsservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università spesso sono generiche, direi ambigue; rimandano a decisioni prese da organi che in genere sono quelli di ordine monocratico, direttamente collegati al Dirigente, con un rinvio altrettanto generico all’Offerta Formativa, espressione invece (così dovrebbe essere) degli Organi Collegiali. Spesso sono espressione del lavoro solerte dello staff e/o delle figure istituite con l’Autonomia Scolastica e dalle più recenti norme del Ministero, che si occupano di orientamento, di tutorato, di rapporti con le “risorse del territorio”

Nel video titolato Quando il pinguino mette le ali (clicca qui), che forse è quello che farà da scheletro alla gita della scuola delle bambine e dei bambini della scuola primaria di Velletri, il racconto viene dalla viva voce di ufficiali del 70° Stormo, al vertice del Collegio Militare. Si procede per tappe esplicative: la prima illustra la capacità e le competenze tecnologiche del corpo specializzato, culla del volo militare italiano.

La seconda illustra la missione a cui punta l’addestramento e, per il momento, si spiega ai piccoli scolari, che esso obbedisce a una vera vocazione, la chiamata fideistica a cui è difficile e non conveniente sottrarsi. La terza parla un po’ della gloriosa storia dello stormo, iniziata negli anni Trenta (durante il fascismo, ma ora che importanza potrà mai avere? I natali di ogni corpo sono frutto di un parto, e la storia poco conta soprattutto per i piccoli alunni).

La quarta tappa del discorso invita gli scolari a riflettere sul mondo diverso a cui potrebbero accedere se mai – perché non si nasconde che il percorso è irto di ostacoli e ci vuole coraggio e destrezza – si entrerà nell’Accademia. Allora, gradatamente, sempre con dedizione alla chiamata, il pinguino farà il salto di specie e diventerà uno splendido rapace.

La simpatica metafora evolutiva, in stile Darwin più Lamarque, più gergo pandemico di recente memoria, cambierà le impacciate, ingenue forme del pinguino, ancora avvezzo alle morbide piume della madre, nell’uccello che può dispiegare le ali oltre i panorami australi. Già, ma poi qualcuno a scuola dovrà aprire wikipedia e alla pagina sugli sfeniscidi, volgarmente pinguini, ci troverà che appartengono alla famiglia degli uccelli.

Predati dall’uomo nella caccia e, quando sono cuccioli, da gabbiani e da altri feroci rapaci. Insomma, una gran bella metafora, anzi una vera allegoria. Noi dellOsservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università la chiamiamo propaganda.

Nel suo rapporto sulla necessità di una più efficace propaganda per sostenere le truppe in Vietnam, il protagonista della prima novella di John Maxwell Coetzee, scritta nel 1974, si dilunga a argomentare la necessità della guerra psicologica che va vinta prima di quella militare. Si ottiene a piccoli passi, sradicando convinzioni, credenze, buon senso popolare. Il redattore, apprendiamo a fine racconto, monologa da un ospedale psichiatrico dove è finito per aver visto migliaia di foto sulla guerra in atto nella giungla. (Terre al crepuscolo. Progetto Vietnam” Einaudi 2003)

Ah, la gita non è offerta dal Ministero della Difesa o dal 70° Stormo, la pagano le famiglie (in circolare, costo 19 euro). Sussidiarietà orizzontale si chiama nel gergo economico, o più banalmente scuola ex pubblica.

Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


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