Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento antimilitarista livornese e della Rete Livorno contro le guerre relativo all’iniziativa messa in campo venerdì 12 luglio davanti alla ex Wass della città labronica (clicca qui per la notizia).
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si unisce alla richiesta di fermare la produzione di armamenti e di mettere fine a un’economia di guerra che ci sta portando sempre più velocemente verso un punto di non ritorno. Rilanciamo, inoltre, l’importante appuntamento di mercoledì 17 luglio ore 21 in terrazza Mascagni convocato dalle due realtà antimilitariste contro l’escalation bellica in cui l’Italia è coinvolta e contro la costruzione della base militare che insiste sul territorio di Pisa.
«Il passaggio dell’Ex WASS da Leonardo a Fincantieri mantiene la produzione bellica e non garantisce gli attuali livelli occupazionali. Sinergie, economie di scala, competitività, accorpamento sono tutte parole magiche che nascondono il ricatto occupazionale. La produzione per la guerra è una trappola.
Per le transizioni climatica e digitale e per aumentare la spesa militare al 2 per cento del PIL, la Commissione europea stima un fabbisogno di investimenti pubblici e privati di oltre 800 miliardi ogni anno fino al 2030.
Nel 2023 i governi NATO hanno speso 1341 miliardi di dollari in armamenti, con un 5,2% in più rispetto al 2022 e con un un +19% rispetto al 2014. Per il 2024 clla spesa dei governi europei per gli armamenti si attesterà a un +30% rispetto all’anno precedente.
L’italiana Leonardo spa, leader a partecipazione statale dell’industria bellica europea, la cui componente produttiva militare è passata negli ultimi 15 anni dal 56% all’83% della sua produzione totale, ha ridotto i suoi occupati in Italia del 24%. Allo stesso tempo l’azienda nell’ultimo periodo ha visto un aumento del 54% del fatturato e un rialzo del 135% del valore delle sue azioni.
Questo grazie alla complicità dell’azienda nelle guerre e nel genocidio Palestinese in corso. Ad esempio sappiamo che i cannoni del gruppo Leonardo hanno sparato, per mano della marina israeliana, su Gaza e sono stati utilizzati i sistemi puntamento.
Fincantieri, anch’essa a partecipazione statale, “forte della sua capacità di integratore di piattaforma e dei programmi in esecuzione, intende potenziare la propria efficacia commerciale verso marine militari di primario rilievo nello sviluppo anche di nuovi progetti in mercati esteri accessibili, quali l’area asiatica e il Medio Oriente.”
I capitalisti europei stanno facendo affari milionari sulla pelle dei popoli coinvolti nei conflitti in atto.
Oggi, venerdì 12 luglio, eravamo quindi davanti alla ex wass in via di Levante a Livorno per chiedere una produzione per la vita e non per la morte. Una produzione destinata a soddisfare i molteplici bisogni sociali e non i profitti degli azionisti.
Rilanciamo inoltre per mercoledì 17 luglio alle ore 21:00 un presidio in terrazza Mascagni contro la complicità del governo italiano con le guerre in corso, per dire no all’industria bellica e l’insediamento della nuova base militare nel territorio pisano».
Coordinamento antimilitarista livornese
Rete Livorno contro le guerre
