Torino: nasce il Laboratorio permanente sulla riconversione economica e industriale

La produzione bellica va riconvertita in produzione civile: questo è il progetto di politica industriale “dal basso” del Laboratorio permanente sulla riconversione economica e industriale, che il 17 luglio ha presentato a Torino, presso il Centro Studi Sereno Regis, il Focus sul Distretto Aerospaziale Piemontese e Città dell’Aerospazio.

L’iniziativa è partita da numerose associazioni e soggetti che si sono impegnati efficacemente per il disarmo e che ora vedono con preoccupazione come la politica industriale italiana sia strategicamente rivolta alla produzione di armi, connotando in senso bellicista l’intero sistema-paese.

L’esempio paradigmatico è ovviamente quello di Leonardo, controllata per il 32% dallo Stato italiano, che dal 1994 ha cominciato a dismettere la produzione civile, a quel tempo il 72% del fatturato, per privilegiare la produzione bellica, giunta nel 2023 al 75%, come si può leggere nel documento Più armi, più lavoro. Una falsa tesi, a cura di Giovanni Alioti e Maurizio Simoncelli (giugno 2024).

Gli autori sottolineano come, a differenza di quanto viene solitamente sostenuto, la filiera bellica non generi nuovi posti di lavoro e contribuisca solo per lo 0,5% al PIL, mentre drena denaro pubblico attraverso ingenti contributi statali. E, come sappiamo, Leonardo ha grande interesse per la scuola e la formazione, come mostrano i suoi documenti di bilancio, ha finanziato e gestisce il primo liceo digitale d’Italia, il “Carlo Matteucci” di Roma e ora entra anche nella formazione professionale.

In questo contesto, la rete del “Laboratorio” si propone di invertire la rotta in modo concreto, attraverso l’elaborazione di progetti di riconversione industriale specificamente studiati per i contesti locali nei quali la produzione bellica si sta imponendo con particolare invasività. Il fondamento legislativo di questa azione è l’art. 1 della legge 185: “Il Governo predispone misure idonee ad assecondare la graduale differenziazione produttiva e la conversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa”.

In altri termini, in assenza di progettualità pubblica, che pure in passato vi era stata, si tratta ora di prendere l’iniziativa “dal basso”, mettendo al lavoro persone capaci di individuare alternative praticabili e sostenibili di produzione. Le proposte saranno poi discusse con le realtà istituzionali e sociali dei territori coinvolti – dai decisori politici, ai sindacati, agli imprenditori, alla società civile – per essere infine trasformati in proposte di legge. I primi territori individuati come significativi sono il Sulcis, dove la rete ha già avuto esperienze importanti, Torino, dove la dismissione della FIAT – e ora di Stellantis – ha determinato una profonda crisi aprendo spazio alle industrie delle armi, e La Spezia, per la sua connotazione portuale connessa all’arsenale militare marittimo. Si tratta dunque di mettersi al lavoro per ragionare sulle possibili proposte e costruire reti.

La prospettiva di una rete nazionale che si occupi seriamente del futuro industriale di Torino, in modo alternativo alla “città delle armi” che minaccia di sostituire la “città dell’automobile” è, per i torinesi che contestano questa nefasta deriva, un’opportunità da cogliere con grande interesse. E altrettanto positiva appare la convergenza di soggetti diversi, dalla sinistra cristiana di base, ai gruppi pacifisti e antimilitaristi, al sindacato (rappresentato in riunione da Sergio Bassoli), una convergenza che auspichiamo prefiguri quel fronte popolare contro la guerra indispensabile per evitare un futuro di morte e distruzione.

Terry Silvestrini – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, La Scuola per la Pace di Torino e Piemonte

Link alla registrazione dell’incontro: https://www.youtube.com/watch?v=mXi_sCrSd64

Soggetti promotori:

Archivio Disarmo, Città Nuova, Comitato riconversione Rwm, Centro Studi Pax Christi, Centro Studi Sereno Regis di Torino, Economia Disarmata Focolari Italia, Fondazione Finanza Etica, Pastorale Sociale Lavoro Piemonte e Valle D’Aosta, Rete Italiana Pace e Disarmo, The Weapon Watch – Osservatorio sulle armi nei porti europei e del Mediterraneo

Invitati e partecipanti:

Assemblea antimilitarista, Centro di documentazione Antonio Labriola, Coordinamento AGiTe, Pressenza, Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle Università, Scuola per la Pace di Torino e Piemonte, Un ponte per – Torino.

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