Roma, Antonio Ligabue e Joan Mirò diventano vetrina per esposizione di cimeli militari

Il pittore Antonio Ligabue viene “arruolato” da Difesa Servizi SpA che, a dispetto del nome, va all’attacco della cultura, mettendo in campo tutta la propria forza d’urto e la capacità di influenza nelle pubbliche relazioni, ottenendo patrocini e sponsor di tutto rispetto; ed è così che musei semi-sconosciuti come il Museo storico della Fanteria a Roma, grazie alla partnership con la neonata (2019) società creatrice di eventi, Navigare SrL, con sede legale a Palermo, con due dipendenti, 10.000 euro di capitale sociale, ma con 1.836.390 euro di fatturato (2022) e 44mila di perdite, entrano a gamba tesa nel panorama culturale della capitale, ma anche in quello di tante altre città.

In altre occasioni avevamo visto all’opera il FAI, Fondo ambientale italiano, che, in collaborazione con il Ministero della Difesa, associava l’apertura di alcuni “preziosi” e imperdibili beni architettonici militari, ad esibizione di vario genere, compresi materiali divulgativi e “orientativi”, appunto, delle Forze armate, con gazebi e visite guidate.

Protagonista della mostra su Ligabue, Mirò e quest’estate sempre a Roma, degli impressionisti con tanti nomi di sicuro richiamo commercial-turistico è Difesa Servizi SpA, la nuova industria del consenso ideologico-militare, ad ampio spettro, dello Stato italiano.

Ma dicevamo, appunto, della potenza d’urto anche nel campo delle pubbliche relazioni perché nella mostra sugli impressionisti a guidare il comitato scientifico è stato chiamato addirittura il sindaco di Arpino (Vittorio Sgarbi), che si è distinto poco tempo fa per un pregevole storytelling sulla scoperta della propria prostata organizzato dall’attuale ministro della cultura Alessandro Giuli, anche lui con qualche legame col mondo militare e in particolare con Leonardo SpA.

Sempre il sindaco di Arpino, in una recente intervista, ha avuto il coraggio di affermare, incalzato dal giornalista di Roma Today riguardo la scelta ricaduta su un museo così “originale”, che questa era dovuta al fatto che si tratta di un luogo non istituzionale e che in ciò consisteva la più grossa novità della mostra cioè portare gli impressionisti fuori dai luoghi consueti!

Leggendo poi le recensioni e le presentazioni della mostra su Ligabue, traspare il filo conduttore, comune anche ad altre mostre organizzate da Navigare SrL che probabilmente molti giornalisti hanno appositamente tralasciato di sottolineare, ovvero il disimpegno politico e sociale: “osservando le opere dell’artista. – spiega a Francesca Massaro sulla rivista online The Walk of fame – si sperimenta il cosiddetto teriantropismo, ovvero la fusione tra uomo e animale. La rappresentazione di molteplici esemplari di fauna consente a Ligabue non soltanto di palesare i tormenti dell’anima, ma anche di indurre alla riflessione sulla parte più istintiva dell’essere umano quella libera da sovrastrutture sociali e pertanto più autentica”.

Le sovrastrutture sociali viste quindi come corruttrici della autenticità intima dell’uomo, tralasciando quindi la sua produzione culturale, di significati e simboli, ma anche la capacità di ragionamento di discernimento tra il bene e il male e così via: il Museo della Fanteria, ricordiamolo affinché non ci siano dubbi sulla scelta sottostante lo sforzo immane di organizzare nel giro di pochi mesi tre mega-mostre in questo tempio della crudeltà umana, oltre a cimeli di guerra, bandiere e gagliardetti, armi e altri orrori, ospita una riproduzione a grandezza reale di una trincea della Prima Guerra mondiale, l’inutile strage.

Inutile dire che obiettivo di questo articolo è invitare tutti i colleghi e tutte le colleghe a rivolgersi ad altre tipologie di mostre, luoghi e organizzatori per cercare di evitare qualsiasi commistione in questo caso palesemente strumentale a presentare sempre e comunque le forze armate vicine e a tutela della cultura, migliorandone l’immagine e rendendola così “amichevole”. Nel panorama del marketing delle mostre, infatti, appuntamenti con Ligabue, Mirò o con gli impressionisti, si ripetono ciclicamente ogni volta con formule commerciali sempre più accattivanti, quindi non mancherà certo occasione di portare i propri allievi in luoghi che come diceva Sgarbi (sindaco di Arpino), sono appunto “istituzionali”.

Stefano Bertoldi – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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