Comunicato studenti medi “Scuola di carta” Livorno: no al militarismo nelle nostre scuole

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università accoglie con molta soddisfazione, rilanciandolo, il Comunicato Stampa del gruppo di studenti medi Scuola di carta di Livorno, che prende posizione rispetto al dilagante militarismo nelle scuole italiane. Il nostro auspicio è che altri movimenti studenteschi possano utilizzare queste argomentazioni per opporsi al processo di militarizzazione in atto.

Ogni 4 novembre ci raccontano di “vittorie” ed “eroi,” cercando di mascherare il vero volto della guerra: devastazione, distruzione, famiglie spezzate e vite cancellate per sempre.

Parlano di difesa, ma le guerre che stanno combattendo – e che continuano a finanziare – non difendono nulla se non gli interessi dei potenti e delle industrie belliche: questo è l’imperialismo che chiamano “patria”.

Non è accettabile che il governo ora spinga l’esercito nelle scuole per insegnarci a non fare domande, a vedere il mondo in modo binario, a considerare la guerra come un “male necessario.” Ma il militarismo non ha nulla di necessario. È una scelta precisa, una scelta che arricchisce pochi e distrugge la vita di milioni di persone.

E a pagare siamo noi. A pagare sono giovani come noi, in Palestina, in Libano, od ovunque il potere decida che la violenza è la strada da seguire.

Non siamo pedine nel gioco di chi governa. Non staremo zitti mentre aumentano le spese militari e continuano a tagliare la sanità, l’istruzione, il futuro. Non ci lasceremo addomesticare da chi vuole renderci obbedienti a politiche di morte.

La militarizzazione delle scuole e i tagli all’istruzione rappresentano una grave minaccia per il futuro delle nostra società. Le scuole dovrebbero essere spazi di apprendimento, crescita e inclusione, non luoghi di disciplina militaristica, e la presenza di questi elementi militari nelle scuole distoglie l’attenzione dagli obiettivi educativi fondamentali, promuovendo una cultura della violenza e della sottomissione anziché del dialogo e della comprensione.

Con la militarizzazione viene promosso un ambiente di paura e controllo, che può portare a stress e ansia tra gli studenti. Invece di stimolare la curiosità e il pensiero critico, queste pratiche possono incoraggiare l’obbedienza dogmatica e una visione distorta della risoluzione dei conflitti.

Inoltre, i tagli all’istruzione impoveriscono l’accesso a risorse fondamentali, come materiali didattici, attività extracurriculari e supporto psicologico. Questi provvedimenti penalizzano in particolare le comunità più vulnerabili, allargando le disuguaglianze già esistenti.

Oggi siamo qui per dire no al militarismo e no a questo imperialismo travestito da patriottismo. Siamo qui per sostenere chi rifiuta, chi diserta, chi si oppone alla logica dell’esercito e delle armi. Siamo qui per difendere un sistema educativo che valorizzi la creatività, il pensiero critico e la partecipazione democratica. Dobbiamo mobilitarci per garantire a tutti i ragazzi un futuro migliore, lontano da logiche di militarizzazione e repressione. Lottiamo per poter dire che il nostro futuro non sarà un campo di battaglia, ma una lotta per la giustizia e per la pace.

Scuola di carta Livorno

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