L’utilità di un pessimo spot e gli auguri che non vogliamo dalla NATO

Uno spot davvero brutto l’ultima trovata della NATO (clicca qui), non c’è che dire. Nella Svezia di un lontano 1995 una bambina riceve dal padre come regalo di Natale il modellino di un aereo da guerra e un paio di occhiali protettivi. La scena è quella da interno familiare caratterizzato da gioia e intimità. La piccola appare visibilmente entusiasta del regalo ricevuto, così come il papà non cela una certa soddisfazione nell’osservare la bambina far svolazzare l’aereo intorno al tavolo.

Nella seconda parte del video un salto temporale ci porta al dicembre 2024: la bambina è diventata una donna e ha scelto di intraprendere la carriera di top gun, mentre il papà, oramai avanti negli anni, osserva pieno di orgoglio quegli strumenti di morte librarsi in cielo in formazione completa. La telecamera poi riprende la donna sulla pista dirigersi verso un aereo mentre viene fatta scorrere la scritta “defending you every day for 75 years” seguita dalla classica espressione di auguri da parte della NATO.

Il tutto si conclude con la brevissima inquadratura di un modellino di aereo militare, mentre sullo sfondo un bambino è intento a giocare. Pura propaganda dunque, con l’obiettivo di far passare l’idea di una NATO come unica difesa possibile per la popolazione civile in un clima da terza guerra mondiale.

E, tuttavia, il video offre altri spunti di riflessione che confermano in toto la giustezza delle posizioni dell’Osservarorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. In primo luogo non può non saltare agli occhi la pessima commistione tra una inaccettabile retorica militarista e il clima di festa natalizio funzionale all’intento propagandistico del video (su questo aspetto rimandiamo all’articolo di Mosaico di Pace). La trepidante attesa dei regali di Natale viene utilizzata come occasione per esercitare una pericolosissima fascinazione simbolica su bambini e bambine nei confronti del mondo militare presentato come forza rassicurante il cui scopo è proteggere “noi” da un non ben identificato “loro”. E questo messaggio acquista tanta più forza in quanto veicolato in famiglia durante un momento di festa. In questa visione il gioco, forma di apprendimento fondamentale e diritto universale dei bambini e delle bambine, viene così completamente snaturato, piegato ad una stringente logica per cui l’avviamento alla carriera militare diventa orgoglio e patrimonio familiare.

In secondo luogo, non si può non notare il parallelismo tra questa tipologia di messaggi e l’insistente retorica del reclutamento che sta invadendo letteralmente le nostre scuole attraverso una pletora di iniziative quali incontri, dibattiti, corsi e visite alle caserme. Come Osservatorio denunciamo da due anni tutte queste attività il cui scopo è intruppare le nuove generazioni all’interno delle forze militari in un contesto internazionale segnato da conflitti sempre più estesi e letali. Il nostro obiettivo rimane quello di sottrarre i giovani e le giovani da questo incubo a occhi aperti e per questo ci proponiamo di ragionare insieme a chiunque abbia a cuore il futuro della scuola e delle generazioni a venire intorno alla funzione dell’orientamento scolastico e agli spazi che nelle scuole sono concessi con sempre maggiore frequenza alle forze militari.

Invitiamo infine genitori e genitrici, studenti e studentesse e personale scolastico tutto a contattarci https://osservatorionomilscuola.com/contatti/) e a visitare il nostro sito dove si può trovare un vademecum utilizzabile per opporsi alle attività che vengono proposte nelle istituzioni scolastiche da parte delle forze armate.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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