Protocollo Ministero Istruzione-Ministero Interno. Sale in cattedra Dipartimento Pubblica Sicurezza

Il 25 novembre  è la data simbolica della firma tra il Ministro dell’Interno Piantedosi e il Ministro dell’Istruzione Valditara del protocollo d’intesa per “Contribuire alla formazione dei giovani, promuovendo la cultura della legalità e del rispetto delle regole, perché diventino protagonisti responsabili della propria vita e cittadini consapevoli della società civile” (https://www.mim.gov.it/web/guest/-/protocollo-d-intesa-tra-il-ministero-dell-istruzione-e-del-merito-e-il-ministero-dell-interno).

Ancora una volta il Ministero dell’Istruzione delega le sue funzioni fondanti ad altre istituzioni, in questo caso si rivolge in particolare al Dipartimento della Pubblica Sicurezza che è titolare di tutte le attività connesse alla gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica, al coordinamento tecnico-operativo delle Forze di polizia, alla direzione e amministrazione della Polizia di Stato, alla direzione e gestione dei supporti tecnici.

Nel protocollo i ministri concordano sulla necessità di  “predisporre un’offerta formativa capace di valorizzare l’educazione alla legalità e alla convivenza civile, anche attraverso i contenuti delle campagne informative e dei progetti educativi promossi dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza”.

Tali campagne potranno riguardare:
1. Il corretto utilizzo della rete e dei social network, anche ai fini della prevenzione del fenomeno del bullismo e del “cyberbullismo”;
2. La sicurezza stradale, ferroviaria e negli ambienti sportivi;
3. La sensibilizzazione verso la cultura del rispetto dell’altro (inclusione, solidarietà, amicizia, identità) e il valore della tutela delle situazioni di maggiore fragilità;
4. Il rifiuto degli stereotipi e di qualsiasi forma di violenza anche con specifico riferimento alla violenza nei confronti delle donne;
5. La  prevenzione delle dipendenze giovanili da alcool, droghe, gioco d’azzardo e video dipendenze e, più in generale, le tematiche correlate alla ludopatia.


E per realizzare questi percorsi il Ministero dell’Interno coinvolgerà  le Questure e tutte le articolazioni territoriali delle specialità della Polizia di Stato, con il coinvolgimento della Direzione Centrale della Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori.

Polizio di Stato e Scuola Pubblica, questo è il connubio sancito e pubblicato sul sito del Ministero proprio pochi giorni prima di Natale. Questo il futuro dell’istruzione pubblica italiana.

Dalle premesse si deduce la logica contorta con cui il Ministero arriva a scegliere questi formatori dei quali ci sfugge il contributo che possono dare al percorso didattico di studenti e studentesse. Si fa riferimento infatti al decreto del Ministro dell’istruzione e del merito del 7 febbraio 2024 n. 24 recante l’adozione dell’Atto di indirizzo politico istituzionale concernente l’individuazione delle priorità politiche del Ministero dell’istruzione e del merito per l’anno 2024. Nello stesso si legge al punto 4 la necessità di “GARANTIRE A TUTTE LE STUDENTESSE E A TUTTI GLI STUDENTI IL DIRITTO ALLO STUDIO”

E con quale strumento si vuole garantire questo diritto? Restituendo forse alla scuola le risorse sottratte negli anni? Investendo nelle infrastrutture o aumentando il numero di docenti e quindi riducendo drasticamente il numero di studenti per classe e quindi il fenomeno delle classi pollaio?  Con la lotta alla dispersione scolastica? Investendo risorse per aiutare le famiglie degli studenti e delle studentesse in difficoltà ? Insomma portando avanti una delle tante proposte di riforma che la classe docente chiede da decine di anni? Assolutamente no. Il contorto teorema che il Ministro Valditara porta avanti è che l’inclusione delle fasce più fragili della popolazione scolastica possa realizzarsi solo attraverso la riduzione dei fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Da un lato quindi c’è appena un accenno alla centralità delle relazioni, dall’altro il focus è primariamente sul rispetto delle regole e della legalità con ampio riferimento a quella che sarà poi approvata come riforma del voto in condotta. Quindi quale migliore soggetto per portare avanti questo progetto educativo se non la Polizia di Stato?

Ancora una volta come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denunciamo questo assurdo capovolgimento di realtà proposto dal Ministro Valditara. Sollecitiamo tutte le istituzioni scolastiche, docenti, genitori e studenti a rifiutare l’attuazione di questo protocollo e a cercare figure più qualificate e idonee per il raggiungimento degli obiettivi formativi volti al rispetto reciproco tra persone. Invitiamo infine genitori e genitrici, studenti e studentesse e personale scolastico tutto a contattarci https://osservatorionomilscuola.com/contatti/ e a visitare il nostro sito dove si può trovare un vademecum utilizzabile per opporsi alle attività che vengono proposte nelle istituzioni scolastiche da parte delle forze armate.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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