Tender to Nave Italia: “Il canto delle sirene”. Non lasciamoci ammaliare dal militarismo

Le Sirene sedendo in un bel prato,
Mandano un canto dalle argute labbra,
Che alletta il passeggier: ma non lontano
D'ossa d'umani putrefatti corpi
E di pelli marcite, un monte s'alza.
(Libro XII Odissea)

Nella tradizione classica le sirene ammaliavano col loro canto i naviganti e li rendevano prigionieri.

Il Canto delle Sirene” è la mostra, promossa da Fondazione Tender to Nave Italia in collaborazione con l’Istituto “Stradivari” di Cremona, che espone al Museo del mare di Genova i lavori artistici degli studenti e delle studentesse realizzati lo scorso settembre durante la navigazione a bordo del brigantino Nave Italia (leggi qui la notizia).

Nave Italia è iscritta nel quadro del naviglio militare dal 2007 e l’equipaggio è formato da personale della Marina Militare.

Cosa hanno mai da spartire la Marina Militare e un Istituto scolastico?
Cosa ha mai da spartire la logica della disciplina militare, la sua strutturazione gerarchica, la sua stretta finalità di difesa, diciamolo pure, anche bellica, con la creatività, l’arte, le competenze relazionali, la scuola?

Apparentemente “rivitalizzare gli scarti, la creatività artistica, la parità di genere, l’emancipazione personale e collettiva, il contrasto alla dispersione scolastica…”, “valorizzare le persone più fragili”: obiettivi della Fondazione Tender to Nave Italia e del progetto realizzato con l’Istituto Stradivari.

Secondo l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si tratta invece di una sottile operazione di brand washing, per legittimare, con quell’apparenza di contenuti educativi che rassicurano sul valore formativo del progetto, un apparato delle FFAA dedito a ben altro.

Nave Italia sembra veramente il canto delle sirene che, ammaliando con intenti lodevoli, nasconde una macchina militare dedita a consolidare il proprio corpo e la sua capacità difensiva anche armata. Nasconde l’operazione del Ministero della Difesa di diffondere la cultura militarista anche nelle scuole e nelle università attraverso proposte che mostrano spesso finalità “buone e sociali” delle FFAA.

E in tempi di “terza guerra mondiale a pezzi”, di aumento vertiginoso delle spese militari, si capisce bene la necessità di rendere “il militare” e la cultura militar accettabile e familiare agli occhi dell’opinione pubblica, oltreché utilizzare le scuole come bacino di reclutamento.

Non lasciamoci ingannare dal canto delle sirene.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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