Liceo “Pizzi” di Capua (CE): “Percorsi guidati per l’arruolamento” ovvero la guerra in classe

Con una circolare (la n. 94), essenziale nello stile e  neutrale all’apparenza, perché limitata ai soli contenuti organizzativi, il dirigente del Liceo “Salvatore Pizzi” di Capua (CE) comunica a studentesse e studenti e ai/alle docenti le giornate e gli orari di orientamento informativo con “ESERCITO ITALIANO”.

Accanto alla due parole ESERCITO ITALIANO, la DS sente il dovere di specificare i percorsi guidati rivolti ai ragazzi delle classi quinte:

PERCORSI GUIDATI PER L’ARRUOLAMENTO.

Chiarissimo. Davanti a questi casi, non possiamo fare a meno di porci le solite domande: ma il DS, il collegio docenti, i consigli di classe (diamo per scontato che ci sia stato il coinvolgimento degli organi collegiali) hanno riflettuto sull’offerta che come scuola stavano dando ai loro studenti e studentesse?

Si sono interrogati sulla differenza che esiste tra offrire un orientamento ai percorsi universitari e l’arruolamento militare?
Vale veramente la pena fare saltare ore di lezione per propagandare l’arruolamento nell’esercito?
Spetta veramente alle scuole il compito di fare apparire la scelta militare un mestiere come un altro? 

Ci ha sorpreso la circolare perché questa volta il messaggio era chiaro, nessuna operazione di mascheramento, di pulizia dei termini: Arruolamento

Immaginiamo però che i termini che rendono appetibile la scelta, quelli meno duri della “semplice” parola arruolamento, li avranno usati i militari per persuadere, convincere, arruolare, appunto.

È quel linguaggio manipolativo che denunciamo da tempo: carriere in divisa, sbocco professionale anche civile, futuro solido, stipendio immediato…è quel linguaggio fatto di espressioni accattivanti volte a inserire nelle file dell’esercito sempre più precocemente gli studenti e le studentesse, soprattutto in scuole che, come il liceo Pizzi di Capua hanno già ridotto a quattro anni il percorso di studio liceale. Il Liceo Pizzi, infatti, con l’indirizzo TRED (Scienze applicate per la Transizione Ecologica e Digitale) propone un corso liceale di 4 anni che implicherebbe “l’arruolamento” ancora più precoce delle studentesse e degli studenti, fattore che fa sorgere un’ulteriore domanda: l’ambizione della scuola, la sua mission (per usare le parole dei dirigenti) è oggi quella di ridurre il suo percorso per anticipare l’entrata nell’esercito?

Ci appelliamo al collegio docenti, alle studentesse e agli studenti, e chiediamo di riflettere sulle implicazioni che le scelte intraprese comportano, scelte che riguardano il futuro delle nostre e dei nostri giovani, delle nostre scuole, e più in generale della nostra cultura. La cultura della pace va salvaguardata e promossa e non può essere sostituita dalla cultura della difesa e della guerra.

Infine, ricordiamo il nostro vademecum, lo strumento che abbiamo realizzato proprio per aiutare docenti e studenti ad arginare questa invasione delle forze armare nelle nostre scuole.

​Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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