Invece che aprire le porte alla società civile e alle sue professionalità, comuni o di spicco, il Ministero dell’Istruzione continua a firmare protocolli di intesa con l’Esercito Italiano affinché questo disponga attività per classi di studentesse e studenti italiani, e della scuola pubblica e paritaria.
Infatti, in queste settimane (febbraio 2025) è stato firmato tra MIM e l’Associazione Nazionale Bersaglieri (Esercito) un accordo della durata di tre anni. La finalità sarebbe quella di “promozione della conoscenza dei valori e degli ideali della storia patria” e svolgere così ore di educazione civica, orientamento, educazione storico-musicale e sportiva. Tutto questo il nostro ministero dell’istruzione affida ai corpi militari.
Così come continuano a pervenire nelle scuole inviti a partecipare a concorsi con titoli significativi: “Il Militare italiano: baluardo dei valori di civiltà a tutela della pace e della libertà“. Nelle nostre scuole viene proposto il valore della Patria, anacronistico in un mondo globalizzato come quello attuale, e strumentale solo a creare identità nazionaliste che per forza di cose non stanno più in piedi.
A scuola si dovrebbe scoprire la complessità del mondo, che non è in bianco e nero. Un mondo nel quale purtroppo esistono muri, discriminazioni e precarietà irrobustite proprio dalle guerre e dalla legge del più forte.
A scuola si dovrebbe smontare la retorica bellicista del passato e del presente, non prestarle il fianco.
Ancora una volta come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denunciamo queste pericolose ingerenze nel mondo della formazione e sollecitiamo tutte le istituzioni scolastiche, cioè docenti, genitori, studenti e studentesse a rifiutare l’attuazione di protocolli e concorsi simili, e a chiedere figure più qualificate e idonee per il raggiungimento degli obiettivi formativi propri di una scuola pubblica orientata ai valori della democrazia, sempre in pericolo e ancora pienamente da realizzare.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
