Nave d’Assalto della Marina Militare “Trieste” in visita per le scolaresche

Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sulla finalità prettamente militaresca del dispendioso tour mondiale della nave-scuola Amerigo Vespucci, ora che la barca a scuola inizia la sua propaganda di guerra in Mediterraneo dovrà ricredersi.

A Trieste, tra il 27 febbraio e il 3 marzo, il pubblico e, in particolare, quello delle scolaresche che usufruisce sempre di un proprio canale preferenziale alla voce “gruppi”, potrà salire anche a bordo di una nave, questa sì 100% militare: «la più grossa mai costruita per la Marina Militare Italiana», la Trieste, 248mt. per 38mila tonnellate di dislocamento.

Si tratta di una sorta di piattaforma galleggiante di colore grigio, multitasking, per elicotteri aerei di ultima generazione a decollo verticale, truppe da sbarco, ecc.. da poco consegnata dalla Fincantieri alla marina militare. Viene definita “nave d’assalto anfibio” e all’occorrenza, se il gioco si fa duro, può portare a bordo fino a 20 F-35B Lightning II, la variante a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL) del caccia multiruolo di quinta generazione Lockheed Martin F-35.

Il costo di questi gioielli di guerra è circa 105milioni di dollari l’uno, più i costi operativi e di gestione. Quanti stipendi (decorosi) si possono garantire agli/alle insegnanti oggi ancora con paghe da fame? Quante ristrutturazioni si possono fare per mettere in sicurezza le fatiscenti scuole italiane? Quanti medici possono essere assunti? Ci fermiamo qui perché di interrogatovi simili ce ne sarebbero a migliaia.

Ad arricchire l’esperienza, precisa il sito ufficiale del tour (clicca qui), ci saranno anche diverse esibizioni musicali, tra cui la Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, la Fanfara dell’11° Reggimento Bersaglieri e la Banda Musicale della Marina Militare.

La visita, in ogni caso, è appannaggio soltanto di “uomini veri” o ragazz3 e “donne vere” perché, con dovizia di particolari, ma con stile rammaricato, la Marina Militare spiega che la visita è preclusa alle persone con disabilità fisica, come persone su sedie a rotelle, ecc.. per tutti gli altri sono sufficienti scarpe comode, meglio se da ginnastica. Un esempio pessimo di gestione delle politiche inclusive, fiore all’occhiello delle politiche educative scolastiche, che contrasta platealmente, invece, con la propaganda mediatica che vede proprio le persone con disabilità protagoniste (strumentalizzate) sia negli sport militari sia nelle campagne comunicative della Leonardo SpA, che nello stand dedicato a loro, all’interno del grande “circo militare” al Circo Massimo il 4 novembre scorso, ripuliva la propria immagine di fronte alle scolaresche proprio nei pressi dell’ingresso principale.

Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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