USR Piemonte: iniziative con le Forze armate all’interno delle scuole, questa non è educazione

L’USR Piemonte ha inviato ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado l’invito a partecipare, con le classi del triennio, allo “Spettacolo – Dibattito” ANIMALI DIGITALI – NELLA MENTE DEL WEB, sui temi dipendenza da social, metaverso, intelligenza artificiale, cybersicurezza, cyberbullismo, realtà virtuale e realtà aumentata, che sarà ospitato dal Liceo classico “Vittorio Alfieri” di Torino l’11 aprile 2025.

Come si legge nella nota dell’USR l’iniziativa è stata organizzata dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte nell’ambito delle iniziative promosse dal progetto “Dialoghi sui diritti e sui doveri tra Costituzione e società”, che “nasce a fronte dell’Accordo tra Regione Piemonte, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino per la promozione delle tematiche connesse all’insegnamento trasversale dell’Educazione Civica”. Si sottolinea che al termine dello spettacolo si svolgerà un “dibattito sul tema cittadinanza digitale, intesa come capacità dell’individuo di avvalersi in modo consapevole e responsabile dei mezzi di comunicazione virtuali”.

Andando però ad aprire la locandina, si legge che il dibattito verrà condotto sia dal Dirigente tecnico dell’USR, sia dal Vice Questore Aggiunto – C.O.S.C. Polizia Postale e delle Comunicazioni – Piemonte e Valle d’Aosta. Si sottolinea come nella nota non si facesse riferimento alla Polizia Postale, che non compare tra gli organizzatori ma un cui esponente è invece incaricato nella conduzione del dibattito.

Nulla di nuovo, in un contesto nel quale la trattazione di fenomeni e problemi come quelli che il progetto si propone di affrontare viene affidata a soggetti che, pur potendo vantare aspetti di competenza “tecnica”, non paiono i professionisti più indicati a toccare temi educativi la cui rilevanza sociale tende a essere prevalentemente letta attraverso la lente di ingrandimento della cultura securitaria. Chi insegna e abbia un minimo di sensibilità pedagogica è invece consapevole di come, a fronte di condizioni di disagio psicologico sempre più diffuse e allarmanti nelle nostre classi, un intervento di autentica prevenzione e di educazione alla cittadinanza dovrebbe essere più opportunamente svolto da figure professionali di tutt’altra provenienza e formazione, la cui assenza all’interno di progetti come quello qui in esame appare macroscopica.

In occasione della segnalazione di questo invito, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha provato a fare una piccola ricerca (limitata all’a.s. 2024/25) nel sito dell’USR del Piemonte, immettendo nel motore di ricerca una serie di parole chiave (polizia, carabinieri, esercito…) volta a verificare con un poco di sistematicità (e senza alcuna pretesa di esaustività) la presenza di progetti scolastici legati in un modo o nell’altro alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate.

Si tratta per il momento di un piccolo elenco di link ad attività ognuna delle quali meriterebbe di essere sondata più approfonditamente, ma ciò che può fin d’ora essere evidenziato e messo a bilancio è una presenza forse non pervasiva come in altri contesti, ma sicuramente costante, soprattutto delle Forze dell’Ordine (meno delle Forze Armate, che compaiono in genere legate a Protocolli nazionali) alle quali viene affidata la gestione di una serie di materie che afferiscono in linea di massima all’educazione civica declinata nei suoi diversi aspetti. La militarizzazione della scuola in questo caso sembrerebbe più declinata nel senso della “normalizzazione” della presenza di personale in divisa che “invaderebbe” in modo non così eclatante ma costante e crescente gli ambiti di competenza di insegnanti, educatori, psicologi, psicoterapeuti, come se queste figure professionali non fossero più sufficienti ad affrontare e accompagnare i percorsi di crescita di studentesse e studenti e la maturazione della loro identità di cittadini.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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