Parma, contestato l’EOS (Fiera delle Armi) e la presenza di minori

All’European Outdoor Show (“Fiera EOS”), tenutosi a Parma dal 28 al 30 marzo e giustamente ribattezzato Fiera delle Armi dal coordinamento di realtà che vi si è opposto, hanno partecipato anche minori.

È quanto denunciano il Fatto Quotidiano in un articolo del 5 aprile e Federica di Docenti per Gaza in un’intervista di Stefano Bertoldi, dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, trasmessa da Radio Onda d’Urto il 18 aprile scorso.

La stessa fiera si era tenuta soprattutto a Brescia, per oltre trenta edizioni, sotto il nome di EXA: EX-posizione internazionale di Armi da “caccia, security e outdoor”. Dopo una pausa iniziata nel 2014 per scarsa partecipazione, nel 2019 tutto è ripartito grazie a nuovi investimenti e un rebranding tutto green per cui EXA è diventata “Energie X l’Ambiente”. Nel 2022, finalmente con l’acronimo attuale (EOS), è passata a Verona. Dove però non è stata benaccetta: importanti manifestazioni organizzate a più voci ad ogni edizione e culminate in un corteo nazionale nel 2025 hanno infatti ottenuto che gli organizzatori, per l’edizione 2026, cercassero una nuova location.

E così arriviamo a Parma, e al Coordinamento contro la Fiera delle Armi. E anche qui, come a Verona, un’ecologia di soggetti si è unita contro la guerra. L’appello è partito ancora a fine 2025 dalla Casa della Pace, realtà pacifista e nonviolenta attiva anche nel campo dei diritti delle persone migranti, ed ha visto l’adesione di realtà ambientaliste, del coordinamento Palestina (fra cui Docenti per Gaza), di realtà di lotta per l’abitare e di partiti.

A Parma, l’ente fiera vede una compartecipazione per il 36% di enti locali. Così che, come sottolinea Docenti per Gaza, la responsabilità etica e economica dell’evento è anche pubblica. Come per Leonardo S.p.a. ed il tentativo tutto europeo di reintroduzione della leva, si fronteggia lo stesso connubio di armi, interessi economici e complicità dell’istituzione statale che porta al genocidio in Palestina.

Tra i presenti alla fiera, Beretta, Fiocchi e Benelli. Le stesse che vendono armi e munizioni ai coloni israeliani, come mostra l’inchiesta di Elisa Brunelli per Altreconomia. E SIG Sauer, la stessa che ha venduto armi all’IDF per una commissione di 100 milioni di euro.

E minori. Studenti dell’Istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Chianciano Terme, partecipante per una dimostrazione sulla cucina della selvaggina dal titolo “Gusto selvaggio”. Oppure ragazzi e ragazze in visita, che girano tra gli stand e maneggiano armi. Nonostante il Comune di Parma avesse rassicurato il rispetto di un certo codice etico ad un’assemblea pubblica richiesta dal Coordinamento contro la Fiera delle Armi.

Per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non è un episodio sorprendente. Ormai è consueta la presenza di militari, l’esposizione di armamenti (e addirittura le esperienze di prova del loro funzionamento), nelle scuole, nelle fiere e nei raduni di ogni tipo. Fin dall’infanzia bisogna abituare le creature piccole, i minori, ad avere un atteggiamento confidente, non solo con le divise di ogni arma, ma anche con la tecnologia applicata alla guerra. Le armi non sono banali strumenti, si inventano, si producono, si vendono per le guerre. Altre narrazioni sono false e servono a creare naturalizzazione e abitudine alla logica amico-nemico.

Negli istituti superiori, soprattutto i tecnico-professionali, ma anche di primo grado (la ex scuola media), e nei licei, l’esercito italiano e i carabinieri sono una presenza costante. Le tematiche delle gite agli aeroporti militari, alle caserme, le conferenze tenute nelle ore di Educazione Civica, di Formazione Scuola Lavoro (già PCTO), sono spesso bonariamente inserite nella ampia categoria della educazione alla legalità.

Legalità come rispetto acritico delle norme, anche le più restrittive e liberticide, come i recenti decreti sulla sicurezza (decreto Caivano del 2023 e individuazione zone rosse nei quartieri considerati a rischio). Legalità che, anche quando caratterizzata – lo abbiamo già scritto – da evidenti illegittimità costituzionali, prevede che gli alunni (e i loro insegnanti) conoscano come si contrasta la violenza di genere, cos’è la prevenzione all’uso di droghe, le manifestazioni del bullismo, soprattutto cyber. Per gli ITIS (istituti superiori di II°) nelle loro tante varianti di indirizzo, l’orientamento svolto dai corpi militari costituisce, negli obiettivi inseriti nei Piani dell’Offerta Formativa (PTOF), il supporto (o la sostituzione nel compito) alle figure docenti incaricate di guidare gli alunni verso un futuro lavoro post diploma, come prescrive la Missione n. 4 del PNRR.

Anche qui nessuna novità, l’abbattimento dello scarto fra formazione scolastica e mercato, fra domanda e offerta di lavoro (mismatching), era una fissazione di Matteo Renzi che ne fece il punto chiave della Buona Scuola (L. 105/2015).

E la Fiera delle Armi, European Outdoor Show, è per scopo un luogo armato: è dedicato alle attività di caccia, organizza corsi di tiro, un mercato di presentazione delle aziende di armamenti, e molto altro relazionato agli strumenti di offesa. Il resto è puro spettacolo, uno show, qualcosa che sta fra la fiera paesana e l’esposizione di oggetti per far divertire, mentre si insegnano le specifiche abilità necessarie all’uso.

I minori, riporta Il Fatto Quotidiano, devono essere accompagnati almeno fino a 12 anni, ma tutti, con mamma e papà o con i coetanei adolescenti, possono ammirare armi di ogni tipo, saggiare i risultati della ricerca tecnologica più avanzata, giocare alla guerra come nei peggiori videogiochi. Bambine e bambini sono un bacino di capitale umano, uno stock di materie prime e di prodotti in uscita dal ciclo produttivo, così lo definiscono alcuni ricercatori statunitensi e nostrani (INVALSI insegna… ).

Un esempio è quello relativo agli studi dell’economista Orazio Attanasio, ospite di passate edizioni del Festival dell’Economia di Torino, che di allevamento di tale deposito di valore economico si occupa da tempo. La sua ricerca, portata in Italia all’Università della Calabria e finanziata dal Fondo Italiano per la Scienza, è orientata all’efficacia delle misurazioni in ambito sociale. Si tratta di chiudere nella gabbia delle competenze-chiave, considerate sempre misurabili oggettivamente, la conoscenza, le discipline sia umanistiche che scientifiche (la retorica STEM, sempre nel PNRR), per preparare le giovani generazioni per la forza-lavoro che serve, le alte specializzazioni per i meritevoli e, verso il basso della scala sociale, il vasto nuovo proletariato.

I corpi dell’esercito – del resto – sono un ambito non solo lavorativo, dove impiegare le due macrocategorie ma, in senso proprio, sono soprattutto luogo di istruzione basilare, di disciplinamento, per le figure di alto profilo e per la carne da cannone. Nelle attuali guerre non si muore solo di tecnologia applicata, di droni intelligenti, di algoritmi capaci di governare gli scenari, ma anche, ancora, nelle trincee, negli assalti a campo aperto, Insomma, bisogna essere preparati. La fiera di Parma svolge anche questo servizio.

Ma per quanto ancora? Dopo Verona, via anche da Parma. E chi l’Osservatorio ringrazia per aver partecipato alla Fiera, fuori con la mobilitazione di denuncia o dentro con i loro corpi, sono il Coordinamento contro la Fiera delle Armi, Docenti per Gaza, e quelle attiviste e attivisti di Extinction Rebellion che sono riuscite e a entrare.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università

Ndr: le fotografie sono preziose testimonianze prodotte da Extinction Rebellion tra il 28 e il 30 marzo 2026 a Parma, vedi qui.

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