Viterbo: al liceo Mariano Buratti rispunta la scritta “Casa del Balilla”

Il liceo Mariano Buratti di Viterbo è intitolato ad un partigiano che fu arrestato a Roma alla fine del 1943 e fu torturato in via Tasso dai nazifascisti, prima di essere fucilato il 31 gennaio 1944. Quel liceo, prima della fine della guerra, portava il nome del re Umberto I e Mariano Buratti insegnava lì come docente di storia e filosofia.

La riconoscenza per il suo sacrificio alla causa della Liberazione spinse l’amministrazione dell’epoca a tributargli la scuola in cui aveva insegnato per diversi anni e a far decadere un’infelice scritta che campeggiava sulla facciata del liceo: Casa del Balilla.

A più di ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale qualcuno o qualcuna ha deciso, invece, di utilizzare dei fondi europei per ristrutturare la facciata e ricreare dal nulla delle lettere ormai illeggibili e cancellate dal tempo. I lavori non sono ancora finiti ma attraverso i veli che coprono la facciata si intuisce chiaramente che quella scritta è stata riportata a nuova vita.

Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci chiediamo come sia possibile sopportare una tale contraddizione, ossia quella di vedere studenti e studentesse che ogni giorno entrano in un liceo intitolato ad un partigiano e, ogni qual volta guardano sulla porta di ingresso, devono trovarsi davanti ad un esplicito richiamo a chi Mariano Buratti lo ha torturato e giustiziato. È chiaro che la discutibile volontà di restaurare un edificio storico (discutibile in prima battuta perché quella scritta era diventata praticamente inesistente) implica una torsione culturale che riporta in primo piano dei valori stracolmi di autoritarismo e di irreggimentazione delle nuove generazioni che come Osservatorio ci sentiamo di rifiutare nettamente.

Specialmente in un’epoca in cui tornano a soffiare forte i venti di guerra quelle parole non possono non riportarci alle mente quella miriade di ragazzi e ragazze che a causa del nazifascismo sono stati massacrati o hanno dovuto subire torture ed enormi sacrifici. Per tale ragione chiediamo con forza che non venga sbattuto in faccia a studenti e studentesse quel passato fatto di morte e miseria e che venga rispettata la memoria di Mariano Buratti, uno dei tanti partigiani che hanno garantito la libertà delle future generazioni.

Fonte: https://www.tusciaweb.eu/2026/07/deciso-sputare-faccia-mariano-buratti/#gsc.tab=0

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


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