Appello dell’Osservatorio contro la militarizzazione della scuole e delle università
al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:
sia Garante di tutti gli italiani e non della propaganda bellica
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli studenti e alle studentesse che hanno protestato contro l’iniziativa di propaganda bellica promossa all’Università “Federico II” di Napoli e che vedeva la partecipazione di Maurizio Molinari, direttore del quotidiano «La Repubblica».
L’incontro, in programma lo scorso 15 marzo, era dedicato al tema del “Ruolo della cultura nel contesto di un Mediterraneo conteso” e prevedeva un dibattito con il Rettore dell’ateneo partenopeo Matteo Lorito. Un tema delicato quello affrontato, non solo per la campagna mediatica portata avanti da Molinari su «La Repubblica» con la chiara impronta bellicista ed interventista a favore del governo sionista di Israele, ma anche per alcune scelte del Rettore della Federico II, accusato di aver assecondato in Ateneo accordi con partner israeliani, oltre alla sua partecipazione nel Comitato scientifico della Fondazione Med-Or del Gruppo Leonardo: la fondazione ha proprio il compito di utilizzare l’accreditamento della cultura accademica come chiave per spianare la strada a Leonardo SpA sul mercato degli armamenti nel Mediterraneo ed in Medio Oriente, in piena sintonia col tema oggetto dell’incontro.
A seguito della protesta degli studenti e delle studentesse, i/le quali urlavano semplicemente il loro: “Fuori la guerra e la propaganda sionista dall’Università!”, un coro di solidarietà si è levato nel cuore del sistema nei confronti di Molinari col chiaro intento di criminalizzare il legittimo dissenso degli studenti e delle studentesse.
Si è accodato anche il Presidente Mattarella, il quale ha fulminato la protesta accusando le ragazze e i ragazzi di un’intolleranza che va bandita dall’Università, facendo così da sponda a chi nel frattempo li accusava di antisemitismo, con la solita menzogna che equipara posizioni antisioniste con l’essere antisemiti.
Al Presidente Mattarella, che evidentemente non ha compreso come quegli studenti e quelle studentesse non volessero censurare un ebreo, ma solo manifestare il loro dissenso contro la decisione di portare la propaganda sionista e bellicista in Università, chiediamo che si occupi dall’alto del suo ruolo di essere garante di tutti gli italiani e di tutte le italiane, anziché coprire altri pezzi di quella fazione bellicista, sparando a zero sugli studenti.
Se c’è qualcuno che viene censurato in Università, sono proprio gli studenti e le studentesse, non chi ha a sua disposizione il potere dei media e il fuoco amico della repressione. Già, perché alla fine dei conti gli studenti e le studentesse negli ultimi mesi sono quotidianamente vittime di azioni di repressione, oltre alla sistematica censura da parte del sistema, che non fa altro che criminalizzare il loro dissenso.
Ecco, se oggi lanciamo questo appello è per mostrare la nostra solidarietà agli studenti e alle studentesse, denunciando il clima di repressione che dilaga nel Paese contro chi si oppone alla guerra e alla propaganda sionista.
Non smettiamo di rivendicare la legittimità del nostro dissenso contro le guerre e contro il genocidio del popolo palestinese. Così come non faremo silenziare chi denuncia gli accordi che le Università siglano con partner del governo sionista di Israele e la complicità con aziende produttrici di armi come il Gruppo Leonardo. E, a tale proposito, riproponiamo la petizione che abbiamo lanciato qualche mese fa contro la Fondazione Med-Or per chiedere le dimissioni dei Rettori e dei docenti universitari dal Comitato scientifico. Firma e condividi la petizione cliccando qui.
Chiudiamo con una dichiarazione rilasciata dagli studenti a Napoli: «Noi chiediamo la rescissione di qualsiasi rapporto tra i nostri atenei ed Israele, a partire dai rapporti strutturali con la fondazione Med-Or. La polizia che blocca gli studenti, prendendoli a calci e schiaffi, è un precedente gravissimo che racconta lo stato necrotico della nostra democrazia».
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
