L’attività di monitoraggio costantemente portata avanti dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si propone come obiettivo quello di sviluppare un dibattito pubblico sul tema della presenza delle forze armate all’interno delle nostre istituzioni scolastiche. Nel corso del tempo l’Osservatorio ha potuto verificare come questa “invasione di campo” si sia prodotta secondo varie direttrici profilandosi come una vera e propria colonizzazione delle scuole da parte di corpi dello Stato afferenti al Ministero della Difesa e dell’Interno.
Sempre più frequentemente infatti Carabinieri e Polizia di Stato entrano nelle aule scolastiche in qualità di “docenti” su argomenti di particolare delicatezza quale il cyberbullismo, la violenza di genere, la legalità o la dipendenza da alcool e stupefacenti.
In questa sede vorremmo fornire qualche esempio, a partire dal caso dell’IC Ambrogio Lorenzetti di Rosia Sovicille (SI) dove il 12 marzo 2024 «si è svolto l’incontro dei ragazzi delle classi terze con l’Arma dei Carabinieri e la rappresentanza del Comandante della Stazione C.C di Rosia M.llo Di Fazio e del Nucleo “Associazione Nazionale Carabinieri di Siena“» su «tematiche emergenti nel mondo giovanile dal cyberbullismo alla dipendenza da alcool e stupefacenti» (qui la segnalazione dell’evento sulla pagina Facebook della scuola).
In data 11 marzo 2024, invece, l’IC Liana Strenta Tongiorgi di Pisa ha organizzato un incontro su legalità e contrasto alla violenza di genere per alcune classi terze della scuola secondaria “Mazzini” (qui la prima segnalazione e qui la seconda segnalazione) in collaborazione con i Carabinieri del Comando provinciale di Pisa. Siamo ancora a chiederci come mai per discutere sulla questione della violenza di genere ci sia bisogno proprio della presenza di una forza armata a scuola.
Precedentemente, sulla tematica del bullismo e cyberbullismo, presso l’IC Fibonacci di Pisa nel dicembre 2023 era stato organizzato un incontro con i Carabinieri che ha coinvolto 160 studenti e studentesse delle classi seconde della scuola secondaria. Come apprendiamo dalla stampa (clicca qui per la notizia) «l’appuntamento rientra nella campagna di diffusione della cultura della legalità» e durante l’incontro «i militari dell’Arma hanno ribadito le regole basilari della civile convivenza, di come siano parte integrante della vita quotidiana da tenere a casa e a scuola, nei confronti dei compagni di classe e dei docenti, seguendo il condiviso principio del “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”». Ancora una volta, come mai la trattazione di tematiche che dovrebbero rientrare nella sfera di competenza dei e delle docenti viene affidato a personale esterno?
Si tratta di esempi, e purtroppo se ne potrebbero produrre a decine, che evidenziano l’abbandono da parte della scuola di alcuni spazi didattici che vengono immediatamente occupati dalle forze armate, rinuncia che si accompagna allo smantellamento della sua funzione pubblica in atto da anni. Momenti di confronto su argomenti che dovrebbero essere opportunamente affrontati nell’ambito di una proficua relazione didattica tra docenti e studenti diventano immancabilmente occasione per rendere le nostre aule terreno di conquista.
Per questi motivi invitiamo studentesse e studenti, genitori e insegnanti a contribuire alla campagna di resistenza condotta dall’Osservatorio segnalando al nostro indirizzo (https://osservatorionomilscuola.com/contatti/) ogni situazione di presenza di forze militari a scuola.
Suggeriamo inoltre la consultazione di un importante Vademecum scaricabile in formato editabile (https://osservatorionomilscuola.com/archivio-mozioni-e-documenti/) sul quale siamo disponibili a dare consigli e indicazioni. Si tratta di uno strumento giuridicamente utile per difendere la scuola e ripensarla come luogo di pace e di cultura, e per rilanciare buone pratiche di collaborazione tra tutti i membri della comunità scolastica.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
