L’Aeronautica Militare, facendo leva sul fatto che istituzionalmente si occupa di previsioni meteo, del resto come fa privatamente, in campo civile, lo storico e prestigioso centro Epson, si “impossessa” quasi della paternità, a giudicare da come è stato interpretato dai media locali, della Giornata mondiale della meteorologia e promuove, con diversi agganci didattici “logici”, visite guidate e gite d’istruzione per le scuole, nel caso in questione presso la FAO, il 22 marzo 2024 chiamando tra gli esperti anche un generale dei Carabinieri. Giocando quindi su un equivoco di fondo, la Giornata mondiale della meteorologia, diventa anche la “giornata mondiale delle previsioni meteo”!
In questo caso un istituto agrario del Lazio viene “accompagnato” idealmente dall’Aeronautica in un posto altamente qualificato come la FAO per affrontare appunto il tema dei cambiamenti climatici: questo è soltanto uno dei tantissimi esempi in cui, per comodità, pigrizia o per mancanza di tempo o ancora di contatti utili, la scuola si vede scavalcare da figure militari in veste di educatori, che le presenta su un piatto d’argento un’occasione di formazione, ma in stile militare, con approccio militare e soprattutto veicolando l’immagine della divisa e tutto ciò che essa rappresenta (legge, ordine, gerarchie, ecc.).
D’altro canto, dopo essersi allenata per un anno intero, in occasione del centenario della sua nascita, sul piano dell’inganno comunicativo-propagandistico, come l’uso equivoco del termine “open-day” per attrarre giovani verso la carriera militare con stipendio garantito a vita, rischio tendente a zero e laurea gratis, (come già abbiamo avuto modo di vedere all’opera nel campo della Marina Militare), ora cavalca il tema del cambiamento climatico, sfruttando ad arte anche lo slogan WMO, organismo dell’ONU deputato agli studi climatologici che per il 2024 ha coniato lo slogan “in prima linea contro il cambiamento climatico”. Sono le stesse parole del generale Baione, riportate il 23 marzo scorso sul portale Repubblica.it, a confermare questo uso strumentale dello slogan, soprattutto il concetto di “prima linea”, per portare acqua al mulino militaresco e presentando, come in tante altre occasioni, il mondo militare come garante principale della sicurezza dei cittadini in tutti gli elementi terrestri, in questo caso l’aria: «Siete voi (intendendo i giovani n.d.r.) i destinatari principali di questa giornata”, ha detto il gen. Brig. Luca Baione, Capo dell’ufficio generale Aviazione Militare e Meteorologia e Rappresentante permanente d’Italia presso l’Organizzazione meteorologica mondiale, “perché molti degli effetti dei cambiamenti climatici che stiamo oggi studiando saranno visibili nei prossimi decenni. Si tratta di temi universali, che vanno affrontati con consapevolezza e unendo tutte le nostre forze. Ecco perché iniziative come questa sono fondamentali per diffondere conoscenza e fare cultura su questi temi importantissimi, nonché per far conoscere il ruolo e le eccellenze di un settore come quello del servizio meteorologico dell’aeronautica militare che ogni giorno è in prima linea (ecco che ricompare il termine guerresco n.d.r.) per agire concretamente sul clima, proprio come recita il tema della giornata mondiale di quest’anno».
La propaganda militare/militaresca, quindi, è sempre più sofisticata, probabilmente in linea con i livelli di istruzione via via crescenti: non a caso, non uno studente ma addirittura un docente, alla mia osservazione che sottolineava la presenza ingombrante dell’Aeronautica Militare nell’iniziativa didattica della scuola presso la FAO ricorda come da sempre «le previsioni meteo sono opera dell’Aeronautica Militare». La memoria quindi corre subito al colonnello Bernacca invece che all’ex-militare Giuliacci, tra i fondatori, appunto, del centro privato Epson.
Per smentire questo luogo comune, utile appunto agli ambienti militari per sponsorizzare iniziative culturali e didattiche nelle scuole per aumentare e ”normalizzare” la propria presenza a 360°, ci siamo rivolti ad una fonte autorevole del più grande e rinomato, nonché non-militare, centro in Europa per gli studi meteo, l’ECMWF di Reading nel Regno Unito.
L’aeronautica militare produce “istituzionalmente” le previsioni meteorologiche su scala nazionale anche perché queste previsioni vengono usate, ancora una volta, “istituzionalmente” dall’aviazione civile. Comunque, quasi ogni regione italiana ha un centro di previsioni meteorologiche regionale non legato all’aeronautica militare. Questi centri producono previsioni che vengono usate, per esempio, per l’agricoltura, la protezione civile etc. Detto questo, l’unico centro regionale di un certo spessore è quello dell’Emilia Romagna (ARPAE). Per quanto riguarda i satelliti meteorologici, non c’è nessuna connessione militare. I satelliti sono tutti per uso civile. Concludendo si può dire che in Italia gli esperti di meteorologia non appartengono necessariamente all’aeronautica militare.
A questo punto non basta soffermarsi solo sulle divise con le stellette che entrano nelle scuole per l’alzabandiera a inizio anno scolastico, ai cani poliziotto per i progetti in stile “legge-ordine” contro le dipendenze o le poliziotte contro la violenza di genere, o ancora la cosiddetta “cultura finanziaria” portata avanti dai finanzieri; oppure ancora all’università, spulciare tra le varie imprese finanziatrici di progetti cosiddetti dual-use, tra le quli spesso si celano, ben camuffate nei progetti Horizon, imprese del settore bellico o della cyber-security: l’attività d’indagine per il contrasto alla cultura militare “legge-ordine e amor di patria”, con altrettanta sofisticatezza, deve essere portata avanti prestando attenzione anche alle semplici uscite didattiche o addirittura le apparentemente innocue iniziative sportive, per il benessere della persona e la tutela della salute o dell’ambiente.
Il capolavoro, che abbiamo qui descritto, quale esempio di furbizia comunicativa in questo caso dell’Aeronautica Militare è frutto di almeno un anno di rodaggio, che ha coinciso col centenario della sua fondazione. Far coincidere la propria immagine con la giornata mondiale del 23 marzo, infatti, fa il paio con gli open-day della primavera scorsa in coincidenza del periodo in cui sia alle medie che alle superiori le famiglie sono alle prese con la scelta dei cicli di istruzione successivi per i propri figli: le immagini e gli slogan delle locandine erano densi di speranze verso il futuro (”in volo verso il futuro”!) con tanto di bimbo sulle spalle di un papà (ovviamente non della mamma) rivolto con lo sguardo all’orizzonte, dove si stagliavano in verticale le scie chimiche bianco-rosso-verdi, alla sua destra il passato rappresentato dal biplano ’15-’18 e alla sua sinistra il mondo digitale, il futuro 4.0 che noi invece assoceremmo all’intelligenza artificiale che guida i droni su Gaza o sull’Ucraina.
Tornando alla giornata presso la F.A.O. dedicata ai cambiamenti climatici, va detto che il legame civile-militare parte da lontano tanto che già dieci anni fa l’accordo fu rinnovato ma la novità è che oggi fanno capolino anche i neo-carabinieri ecologi, i Carabinieri Forestali che si occupano anche di Biodiversità, con un raggruppamento oggi guidato dal comandante generale di brigata Raffaele Menicone, che si presentano appunto come esperti ed educatori anche in questo mix di cambiamento climatico, biodiversità e previsioni meteo.
Si scopre, quindi, tutto un mondo in cui anche le tematiche ambientali, dal clima, alla biodiversità, spesso in prima pagina proprio come i femminicidi, i casi di bullismo, le nuove droghe tipo il fentanil, sono presidiate da esperti con le stellette che ci rassicurano grazie al fascino e alla serietà della divisa, svolgendo anche attività, quella che qui più ci interessa, di educazione in questo caso ambientale che a giudicare dalla foto del sito web ufficiale dell’Arma viene svolto dalla figura ancora più rassicurante della carabiniera.
Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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