Concorso RAI: Opportunità con la Marina Militare! Dalla censura alla retorica bellicista

Proprio mentre va in scena l’ennesimo episodio di censura con la cancellazione del monologo che Antonio Scusati avrebbe dovuto fare su Matteotti in RAI nel programma “Che sarà”, ci giunge la segnalazione di un incredibile concorso indetto dalla RAI per i suoi abbonati.

Come da tempo andiamo segnalando (clamoroso fu anche il concroso indetto dall’editore Giunti sulla Lupa Marina), nel nostro Paese si sta diffondendo una retorica millitarista e bellicista, analoga a quella che ha condotto gli italiani e le italiane ad accettare supinamente, tra propaganda e repressione, le derive fasciste.

In questo caso assisitiamo ad uno stravolgimenti di valori, infatti nel concorso bandito dalla RAI (qui il link del concorso) la scoperta dell’ambiente marino viene subordinato agli interessi militari o al reclutamento in Marina di giovani: «Immergiti in una occasione unica con il concorso “Alla scoperta dell’ambiente anfibio e marittimo” insieme ai professionisti della Marina Militare, promosso dalla Direzione Canone, Beni Artistici e Accordi istituzionali, in collaborazione con la Marina Militare. In palio 6 posti per ragazzi/e nati tra il 1° gennaio 1999 e il 31 dicembre 2005, abbonati o figli di abbonati. Avrai l’opportunità di vivere un’avventura indimenticabile insieme ai professionisti della Marina Militare. Per aderire all’iniziativa, assicurati di essere in regola con il pagamento del canone e invia un’email, dal 15 aprile al 18 maggio 2024, a…»

La guerra ha cambiato il mare, ci sono motivi di carattere economico, energetico e strutturale che hanno portato gli Stati e le loro multinazionali a considerare il mare stesso come terreno di conquista per l’approvvigionamento energetico, per controllare le vie commerciali, per affrontare i fenomeni migratori attraverso politiche repressive utilizzando sistemi radar e di controllo per individuare i barconi in tempo utile per scongiurare l’accoglienza di uomini e donne in fuga dalla guerra e dalla miseria.

Ben altri dovrebbero essere, invece, gli approcci  all’ambiente marino, ad esempio percorsi atti ad acquisire conoscenze scientifiche, attestati per la patente nautica, partecipare attivamente a tutte le misure per combattere l’inquinamento delle acque, avvicinarsi al lavoro di pesca nel rispetto dell’ambiente.

Professionisti esistono in ambito civile, ma non vengono utilizzati dalle autorità pubbliche per trasmettere competenze e conoscenze, mentre invece la Marina Militare diventa lo strumento privilegiato attraverso il quale avvicinare i giovani per trasformarli un domani in soldati.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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