Una farmacia come promotrice principale, in accordo con una biblioteca (”Dei Piccoli”, Maccarese), e due piccoli musei di zona e un nome, Salvo d’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare, fucilato a Palidoro sul litorale laziale e che dà il nome alla farmacia, ma anche all’omonimo premio istituito quest’anno a chi si sia distinto in altruismo e tutela ambientale: ecco un mix che spunta, tra una circolare e l’altra, con finalità civili/commerciali e militari, coinvolgendo alcune scuole laziali invitate a partecipare al concorso a premi.
Il mix potrebbe, infatti, anche fermarsi qui, ma tra le categorie destinatarie dei riconoscimenti, oltre a un/a ragazzo/a, un/a farmacista che i sono distinti/e per un’azione di altruismo verso altre persone o l’ambiente e un/a farmacista, figurano anche i Carabinieri. Questi, in realtà, per stessa ammissione dei soggetti promotori esplicitati nel bando, avrebbero già da tempo, al loro interno, un premio ufficiale ispirato al vice-brigadiere, con tanto di solenne cerimonia presidenziale. In questo caso, però, sarebbe la società civile che effettuerebbe la consegna.
Come più volte sottolineato in numerosi articoli dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, il terreno scolastico-educativo in cui diffondere la cultura bellicistica o anche solo militarista-sicuritaria-legalitaria, è quello maggiormente privilegiato in questi ultimi anni. D’altra parte vi è stata un’accelerazione già a partire dal 2007 con la riforma dei servizi che prevedeva, tra le altre strategie, a tutela dei cosiddetti interessi nazionali, la diffusione della cultura della ”sicurezza” declinata successivamente in cultura della ”difesa” proprio nelle scuole e nelle università. Il periodo coincideva anche con il secondo grande shock finanziario della storia deflagrato negli USA e propagatosi poi un po’ in tutti i paesi occidentali: questo fu il primo segnale di una grave crisi del sistema neo-liberista e di una finanziarizzazione speculativa dell’economia di cui oggi vediamo i risultati in termini di divari sociali, impoverimento generalizzato che a partire dalle classi medie ha registrato un aumento in Italia dei poveri assoluti arrivati a ben oltre i 5 milioni di persone.
Tra crisi sociali e rivalità commerciali internazionali, che proseguono il confronto tra gli stati-nazione con le armi, la necessità di fare proseliti e di abituare le giovani generazioni ad una visione militaresca della società diventa un obiettivo da raggiungere con metodologie sempre più pervasive e sofisticate proprio per non destare sospetti nel ”pacifista medio” dall’aria vagamente socialista.
Dal canto loro, le scuole, chi più chi meno, non si sono fatte attendere e quando non vanno a rendere visita o svolgere i PCTO dentro le basi NATO o dell’Esercito/Aeronautica/Marina o Carabinieri, Polizia ecc. ecc. accolgono o promuovono, i più svariati progetti che seguono percorsi di vaglio ed approvazione non sempre trasparenti e/o condivisi.
Portiamo qui l’esempio dell’istituzione e della promozione del premio Salvo D’Acquisto promosso dalla Farmacia Salvo d’Acquisto di Palidoro, sul litorale romano, dove nei pressi della nota torre, il 23 settembre del 1943 il vice-brigadiere offerse la propria vita per evitare il sicuro massacro, da parte dei nazi-fascisti, di 22 persone giudicate sommariamente colpevoli di un attentato ai danni di alcuni militari tedeschi. Tutte le scuole del litorale romano, attraverso una circolare, invitano la popolazione studentesca a partecipare a questo concorso dedicato a giovani e giovanissimi/e che si sono distinti/e in azioni di altruismo e generosità verso gli altri o l’ambiente. La farmacia in questione si autodefinisce ”sociale”, un modello che nasce in realtà in altri paesi eccetto l’Italia, ”a partire dalla fine del diciannovesimo secolo, per volontà di alcune organizzazioni di tutela e mutua assistenza, con lo scopo di facilitare l’accesso ai farmaci a quelle fasce sociali più sfavorite” (Marino, P., La farmacia sociale.Un nuovo modello di farmacia attenta ai bisogni del cittadino in Sannella, A., Toniolo, F.,Le sfide della società italiana tra crisi strutturali e social innovation).
In Italia si afferma come modello alternativo ai tre modelli che in un modo o nell’altro sono andati in crisi: la farmacia tradizionale, commerciale e quella di servizi. In Italia sembra affermarsi un modello ”ibrido”, che si avvicinerebbe al modello sociale, ma in realtà ha molto poco di socialmutualistico nel senso stretto del termine sebbene, nel nostro caso, oltre a diverse iniziative sociali e/o benefiche nel territorio e ad una cura/assistenza di prossimità anche attraverso la consegna a domicilio, il 10% degli utili venga donato in opere benefiche o di pubblica utilità nel territorio limitrofo. In questo quadro rientra quindi il premio Salvo D’Acquisto, che vede oltre alla collaborazione di varie istituzioni pubbliche e private e l’utilizzo del nome del carabiniere ucciso, l’anomalia della consegna del premio anche ad un carabiniere. Ciò fa acquisire solennità all’iniziativa e crea questo link culturale con gli ambienti militari che sarebbero potuti rimanere sullo sfondo, svolgendo la funzione di ricordo storico, di riferimento emozionale, pensando l fatto del ’43.
Ancora una volta, quindi, si accosta il concetto di altruismo, generosità, spirito di abnegazione, a persone che hanno agito senza dubbio in tal senso, ma pur sempre con la pistola nella fondina. La farmacia rinforza la propria immagine e pubblicizza il marchio nel territorio, coinvolgendo i ragazzi e le ragazze attraverso un premio con finalità encomiabili; l’Arma, dal canto suo non perde occasione per sfuocare e mettere in secondo piano il proprio volto più repressivo e feroce: senza scomodare i casi più emblematici come Stefano Cucchi o la banda di Piacenza, o i casi di corruzione, di depistaggi che non si contano più si potrebbero citare gli oltre 30mila sfratti esecutivi ed eseguiti dove spesso intervengono propri i Carabinieri a dare man forte alla Polizia Locale, buttando giù dal letto, alle 5 di mattina, nonne e bambini piccoli.
Le emergenze sociali aumentano e agendo col manganello fin dentro le case, invece di agire pacificamente sulle cause strutturali, nasce l’esigenza di innescare quei meccanismi culturali stereotipati che associno l’immagine delle forze dell’ordine ad un soggetto fondamentalmente buono, dalla parte della gente e che si colloca sempre in sua difesa: per questo motivo vanno spulciate ed analizzate ”scientificamente” una ad una tute le circolari scolastiche, dove anche un’innocua premiazione può nascondere tentativi sofisticatissimi di war-washing e ”ACAB-washing”.
Fuori dalla scuola, qualche tonnellata di serie TV e film, con agenti di vario genere come protagonisti super-eroi, o simpatiche canaglie, completano l’opera.
Stefano Bertoldi – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
