Il 4 novembre anche a scuola? Si va avanti guardando indietro, alla narrazione bellicista

Che il 4 novembre si organizzino eventi celebrativi e/o commemorativi per le Forze Armate su tutto il territorio nazionale (https://www.interno.gov.it/it/notizie/4-novembre-giorno-dellunita-nazionale-e-giornata-forze-armate) è un dato di fatto che riguarda il calendario istituzionale di specifici ministeri ai quali, ove ci fosse bisogno di ripeterlo, non mancano di certo anche altre occasioni. 

Che, per questo, anche le scuole e i docenti debbano rivolgere a questa giornata un’attenzione particolare all’interno delle proprie attività didattiche ordinarie e, quindi, “far conoscere agli studenti le diverse attività svolte dalle Forze armate” (https://www.orizzontescuola.it/giornata-dellunita-nazionale-il-4-novembre-le-scuole-avranno-il-compito-di-aver-conoscere-le-attivita-svolte-dalle-forze-armate-legge-in-gazzetta-ufficiale/) è qualcosa che lascia sgoment3 perché, oltre a comportare l’ennesima intromissione nel lavoro quotidiano a scuola, a nostro avviso provocherà un progressivo allontanamento di studenti e studentesse dalla partecipazione civica alla vita del Paese. E anzi temiamo che sarà al peggio un tentativo di avvicinare le giovani generazioni a una mentalità lontana dai reali bisogni della società civile. Esse manifestano già un grave disagio verso istituzioni sempre meno credibili, perché quindi peggiorare le cose attraverso roboanti iniziative come quella che ricorda che “nel 2011, in occasione del 150esimo dell’Unità d’Italia, il “Giorno dell’Unità nazionale” divenne il 17 marzo, giorno in cui nel 1861 a Torino venne proclamato il Regno d’Italia” (https://www.repubblica.it/politica/2024/02/28/news/4_novembre_giornata_dellunita_nazionale_e_delle_forze_armate-422223034/)? 

La partecipazione si stimola con esempi di pace e la cultura dell’ascolto. Per il futuro delle nuove generazioni l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università auspica un orizzonte libero per chiunque voglia guardare e andare dove vuole, con consapevolezza e responsabilità per sé e per gli altri.

Per questo invitiamo studenti e studentesse, genitori e genitrici, personale scolastico docente e non docente a collaborare con le prossime iniziative che metteremo in campo per contestare l’imperante narrazione bellicista sempre più dilagante, sempre più preoccupante.

Marcella Pastore – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università 

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