L’8 febbraio si inaugurerà a Verona la Fiera dedicata alla caccia, tiro sportivo, pesca nautica e outdoor. In città si sta preparando una manifestazione contro la fiera “delle armi”, così definita considerata la presenza dei maggiori produttori di armi e munizioni da guerra.
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università parteciperà convintamente al corteo per le motivazioni che saranno espresse nella conferenza stampa dagli organizzatori, riassunte nella frase “consideriamo inaccettabile e scandaloso che nell’attuale contesto nazionale e internazionale si possa tenere una fiera dedicata alle armi”.
In questo contesto l’Osservatorio intende aggiungere un’osservazione riguardante l’evento centrale del palinsesto di EOS che sarà, per la prima volta in Italia, il meeting internazionale WaSH (Women and sustainable Hunting), organizzato dal Coordinamento nazionale cacciatrici della Federazione Italiana della Caccia. Il convegno riguarderà “la carne di selvaggina come base per una sana alimentazione delle persone – Educazione, promozione, sostegno di una buona immagine della caccia nella società”.
Riteniamo che tutto questo sia in contrasto con i valori etici insegnati nella scuola contro l’uso della violenza, la difesa della biodiversità, sempre più in pericolo, vista anche la potenzialità sproporzionata delle armi presentate negli stand dalle case produttrici (Beretta fabbrica d’armi SpA – Fiocchi munizioni SpA -Bersaglio Mobile srl – Hatsan – Magugla. Remington Arms – Norico – Arsenal Firearms), ulteriore motivo per rendere, eticamente, non più sostenibile la caccia.
Per quanto riguarda la rilevante presenza delle “cacciatrici”, non sono certo queste le iniziative che promuovono la liberazione delle donne, spacciando come appetibili e realizzanti attività e contesti di sopraffazione e oppressione. L’evento si ammanta di un’aurea di sostenibilità che cela solo la strumentalizzazione del genere femminile (una forma di pink washing che poggia su un presunto empowerment femminile), chiamando ad unirsi agli oppressori per entrare nel gruppo dei dominanti-vincenti.
Spoiler: in questo evento e in queste logiche è insita la mancanza di parità (e la caccia sostenibile non esiste). Si esalta una pratica crudele giustificata da nessuna esigenza reale, atta a riaffermare la superiorità sulla natura ed il diritto a dominarla e la totale e deliberata ignoranza del diritto alla vita degli animali.
E d’altra parte nelle scuole, nei loro interventi sempre più frequenti, le forze armate propongono reclutamenti col pretesto di “guadagnare una presunta parità di genere”, mentre a nostro avviso si tratta di un’assimilazione ai peggiori valori machisti di guerra, violenza, obbedienza.
Crediamo che la via sia piuttosto quella che può “dar vita a percorsi capaci di rendere possibili modalità alternative” per una trasformazione radicale delle dinamiche sottese alla realtà, in un mondo che vogliamo libero da oppressioni, di genere e di specie, discriminazioni in realtà interconnesse tra loro.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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