Annamaria Bernini e il boicottaggio a Torino con Università “Ben Gurion”

Sbaglia di grosso Annamaria Bernini, la figlia dell’ex ministro per il Commercio estero, Giorgio Bernini (primo governo Berlusconi, 1994-95), nel contrapporre l’alquanto “stitico” supporto umanitario dell’Italia a favore del Popolo palestinese, ovvero l’assistenza ad un piccolo gruppo di bambini malati oncologici, alla scelta, definita “sbagliatissima”, del Dipartimento Cultura Società e Politica dell’Università di Torino di boicottare l’università israeliana “Ben Gurion” (clicca qui per la notizia).

«L’università deve includere non escludere» ha affermato la ministra, forzista, dimenticando però la figura vergognosa fatta dal nostro governo con l’ultimo sparuto gruppo di bimbi oncologici o malati gravi arrivati nel nostro paese: secondo alcune testimonianze dirette raccolte per Radio Onda d’Urto (clicca qui) in uno dei tanti presidi di “Sanitari per Gaza”, questi bimbi furono dapprima accolti in alcuni policnici della capitale, ma subito dopo inviati ai quattro angoli della provincia, in condizioni di totale isolamento sociale.

La ministra, anche lei come il padre, avvocato, accademica ed esperta di questioni giuridiche internazionali, ma con una forte propensione verso il potere politico, impegnata com’è ad arginare la protesta tutti i ricercatori precari d’Italia, pur essendo esperta di diritto costituzionale e comparato sembra non ricordarsi più, o non aver studiato a fondo che cosa caratterizzi, dal 2018, l’assetto giuridico dello Stato israeliano: da quell’anno Israele ha perso ogni parvenza di democrazia, definita anche oggi come l’unica in Medio Oriente, a seguito della legge fondamentale che assimila la religione ebraica a confessione ufficiale dello Stato di Israele.

Definire Israele come lo Stato-nazione del popolo ebraico, declassare la lingua araba a idioma secondario e tutte le conseguenze che da ciò ne derivano, ha creato una dicotomia tra ebrei e non ebrei e in particolare tra ebrei ed arabi insanabile anche sul piano giuridico.

Di fatto la ministra Bernini dimentica i fondamentali sia del diritto internazionale in tema di crimini di guerra e contro l’umanità, ma anche di genocidio e, appunto, di apartheid. In Israele ci sono cittadini di serie A, appartenenti ad una religione peraltro tramandata per via, quasi “genetica”, matrilineare, e cittadini di serie B come gli arabi, i drusi e tutti gli altri.

D’altro canto, la presa di posizione all’interno dell’università di Torino non è altro che l’ultima di una lunga serie, tanto che anche nell’ateneo piemontese sono già 27 i dipartimenti contestatari. D’altro canto, non si contano più, anche le dure prese di posizione di vari collettivi studenteschi in numerosi atenei italiani che grazie alle loro pressioni riescono, a volte solo a livello di dipartiment,i ma talvolta anche a livello di Senato accademico, a far approvare rescissioni di rapporti di collaborazione preesistenti con università israeliane.

Una figura “adulta” come un ministro, peraltro operante in un ambito formativo oltre che di laboratorio del libero pensiero come l’università, dovrebbe invece elogiare l’anticonformismo di tutti quegli studenti e quelle studentesse che pian piano stanno acquisendo consapevolezza e non si girano dall’altra parte o addirittura appoggiano dichiaratamente uno Stato razzista e genocidario come quello di Israele, attore di quasi 80 anni di regime di apartheid.

Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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