Pisa: quale Giornata della solidarietà per le nostre scuole?

A margine della Giornata della solidarietà (per un nostro precedente articolo clicca qui) aperta a scolaresche e associazioni di volontariato abbiamo potuto ascoltare un graduato dell’esercito intento nel ricordare come siano proprio i militari a conoscere più di altri il significato della pace, a saperlo valorizzare fino a rappresentarlo in tutte le sue sfaccettature.

Concetti inaccettabili ma non nuovi, se pensiamo alla retorica di pace che ha accompagnato tutti i conflitti armati negli ultimi 30 anni presentati come missioni umanitarie o come interventi contro genocidi di interi popoli (il genocidio in corso, quello del popolo palestinese, sta ancora andando avanti nel vergognoso silenzio-assenso dell’UE).

La Giornata della solidarietà nel tempo è cambiata: dalle uscite dei bambini e delle bambine in caserma si è trasformata in un percorso diverso, di valorizzazione dei principi della Carta Costituzionale e al contempo le caserme da luoghi chiusi sono divenute spazi aperti, nel senso che i militari affiancano ragazzi e ragazze nelle attività organizzate per l’occasione in città.

Oggi Pisa era paralizzata poiché gli enti locali hanno messo a disposizione decine di persone (verrebbe da chiederci perché non lo facciano anche per altri eventi) a titolo meramente gratuito, dagli autisti degli scuolabus agli operai, dai vigili agli impiegati, per la riuscita dell’iniziativa conclusasi con il lancio dei paracadutisti sul ponte di mezzo, con la presenza della candidata, ancora non ufficialmente, del centrodestra sul palco, e con l’attuale e onnipresente assessore allo sport Scarpa. Una buona occasione per iniziare la campagna elettorale?

Le guerre causano da sempre stragi immani tra i civili, anzi gli ultimi conflitti con armi ad alto tasso tecnologico e utilizzo dell’intelligenza artificiale hanno mietuto un numero sempre più crescente di vittime tra la popolazione. Il SIPRI dal canto suo oggi ha dato notizia di un ulteriore aumento delle spese militari nel mondo, e per l’Europa si prevede una crescita del 14 % in un solo anno.

Più che ai militari occorrerebbe allora lasciare la parola proprio ai civili e ai profughi che hanno sperimentato sulla loro pelle il significato della guerra e il bisogno di pace. Quella dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è l’ennesima constatazione di come il motto latino “se vuoi la pace prepara la guerra” sia entrato nell’immaginario collettivo e declinato in svariati modi.

Un’ulteriore riflessione scaturisce poi dal fatto che le scuole oramai considerano attività didattica di istituto, con tanto di delibera da parte degli organi collegiali preposti, la presenza di intere classi a una giornata caratterizzata dalla massiccia presenza dei militari.

Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università esprimiamo la nostra ferma contrarietà alla presenza dei nostri alunni e delle nostre alunne a iniziative del genere; invitiamo genitori e genitrici ad avvalersi della richiesta di esonero per i propri figli e le proprie figlie da attività didattiche che prevedono la presenza di forze militari (per il nostro modulo clicca qui); invitiamo infine docenti, studenti e studentesse a rifiutarsi di partecipare alla giornata del solidarietà nelle occasioni future avvalendosi delle emozioni presenti nel nostro preziosissimo Vademecum (clicca qui).

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Pisa


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