Circa un mese fa Ursula von der Leyen ha presentato un piano fiscale e di spesa per la difesa europea, il ReArm Europe.
Alcuni giorni dopo abbiamo trovato online uno spot vergognoso che vede la commissaria UE Hadja Lahbib descrivere il contenuto di un kit di sopravvivenza, iniziativa promossa dalla Commissione europea per andare incontro alla popolazione in caso di disastri naturali, conflitti geopolitici o attacchi informatici.
La rivista tedesca Stern in una delle sue ultime copertine immortala un giovane ragazzo con elmetto e titola “Combatteresti per la Germania?” aggiungendo “Nessuno di noi vuole la guerra, ma dobbiamo prepararci ad affrontarla“.

Tutto questo è follia.
E rende ancora più amara l’accusa di vilipendio diretta alla comica Luciana Littizzetto da alcune cariche delle Forze Armate e dall’associazione Vittime del dovere, per la letterina-monologo rivolta a Ursula von der Leyen: «eminentissima Ursula, commissaria della moneta unica, donna dal giro di perle che governa un giro di p*rla […] sei sicura di fare l’esercito europeo? In Europa ci incartiamo su tutto. Non ci troviamo d’accordo nemmeno sulla misura degli zucchini e delle vongole. Ci abbiamo messo 30’anni per uniformare le prese dei caricabatterie […] Per 60’anni abbiamo dato per scontato che l’America ci difendesse e invece ciaone! è dura da digerire, però 800 miliardi di euro è tanta roba!»
Siamo tornati ai tempi della delazione e della censura?
Littizzetto dice una sola battuta scurrile sulle forze armate, ma è una comica e quella battura fa parte del copione della sua performance. Molto più disturbante l’idea di un kit di sopravvivenza e il modo nel quale viene presentato, con musichetta ironica da una reale rappresentante delle istituzioni europee. Molto più grave portarci in guerra che criticarla.
Come Littizzetto chiude il suo monologo, «L’Europa è nata dopo la seconda guerra mondiale per dire “mai più” a quell’ecatombe, è nata per la pace, non per la guerra», ma ci vorrebbero politici migliori di questi.
Maria Pastore, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
