Negli ultimi anni, soprattutto dopo il 2000, si è registrato nel mondo dei videogame un successo crescente per una tipologia specifica di videogiochi, quelli che vengono denominati “sparatutto”.
Solo per fare alcuni esempi possiamo citare Fortnite, The Front o Battlefield. Se tutti i giochi sparatutto sono accomunati dal fatto che l’obiettivo del gioco è appunto sparare più che si può e tendenzialmente quasi a tutto ciò che si ha sotto tiro, perché quasi sempre si tratta di una minaccia, alcuni di questi sono proprio espressamente ambientati in uno scenario da guerra, un campo di battaglia virtuale nel quale interpretare il ruolo di un soldato.
Probabilmente, si è sempre pensato che un gioco sia semplicemente qualcosa di innocuo, qualcosa di completamente staccato dalla realtà. Ma nel ruolo di educatori, sia genitori sia insegnanti o altre figure che seguono i più giovani, è forse arrivato il momento di interrogarsi seriamente sugli effetti di questi giochi sulla psiche e sullo sviluppo emotivo che si possono innescare.
I piani di riflessione sono essenzialmente due: la capacità di distinguere la finzione dalla realtà e la capacità di dare il giusto valore alla realtà con un approccio sano alle relazioni, in termini di componenti emotive e di rispetto per gli altri. Ma uno dei problemi è appunto che diventa sempre più difficile distinguere la realtà dalla finzione, tanto che oramai anche le strumentazioni di addestramento dei piloti di velivoli ad uso bellico ricordano il display di un videogame.
È il caso della nuova cabina di pilotaggio della Leonardo SpA per un velivolo freccia da addestramento militare, con un’interfaccia grafica che farebbe brillare di curiosità gli occhi di qualsiasi videogamer. Tecnologie sempre più sofisticate, ma visivamente sempre più simili ad un videogame (clicca qui per la notizia).
Quindi da una parte la finzione dei videogiochi ha una definizione sempre più vicina alla realtà, mentre dall’altra alle tecnologie militari si conferisce sempre più una parvenza di finzione, con filtri grafici che avvicinano la realtà al videogame. Due mondi che un tempo erano distanti e adesso sembrano avvicinarsi in modo sempre più pericoloso.
E chissà…magari anche qualcuno di alto in grado nell’Esercito potrebbe guardare con interesse alle capacità ed alle abilità che alcuni videogamer mostrano nelle loro performance di gioco. Certo, oggi può sembrare fantascienza, ma in questi anni abbiamo visto diventare realtà tante cose che ci sembravano fantascientifiche…
A tale proposito, in allegato trovate un soggetto che avevo scritto due anni fa e che trattava già questo tema in una storia che voleva rientrare nel filone fantascientifico, ma che sempre di più assume i toni della cronaca. Vi suggeriamo la storia come oggetto di riflessione e confronto in ambito scolastico.
Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Bologna

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[…] con sospetto alla commercializzazione di articoli giocattolo e di videogiochi (clicca qui per l’articolo sui videogiochi con Leonardo SpA) che richiamino alla guerra e al combattimento fino all’ultimo sangue. Come docenti e come […]