In tempi recenti sta emergendo un trend sempre più evidente e preoccupante: la graduale e silenziosa diffusione della cultura militare all’interno di spazi educativi e nei prodotti rivolti all’infanzia. Un fenomeno che solleva interrogativi urgenti e merita un’attenta riflessione da parte di educatori/educatrici, genitori e della società nel suo complesso.
Ci sono giunte alcune immagini, scattate all’interno di un punto vendita Carrefour, che mostrano un libro da colorare per bambini o bambine interamente dedicato a soggetti militari: carri armati, elicotteri da guerra, soldati in assetto da combattimento. Di fronte a questo scenario, il primo impulso è stato il dubbio: è possibile che simili materiali vengano realmente prodotti, distribuiti e messi in vendita come fossero innocui giochi per l’infanzia?
Per verificare, è stata lanciata una provocazione: chiedere a ChatGPT, un’intelligenza artificiale, se questi libri esistono davvero. La risposta è stata tanto precisa quanto inquietante: non solo esistono, ma sono numerosi, ben recensiti e facilmente acquistabili online su piattaforme mainstream come Amazon.
Ecco alcune delle risposte ottenute:
• “Libro da Colorare Militare: Forze Armate e Militari” – 50 illustrazioni di carri armati, elicotteri e soldati.
• “Cingolati Militari – Libro da Colorare per Bambini da 3 a 8 anni” – con linee tratteggiate per facilitare il disegno.
• “Militare Libro da Colorare: Per Bambini dai 4 agli 8 anni” – un “regalo ideale” per chi è appassionato di guerra, aerei e armi.
A quel punto, il dubbio è diventato indignazione.
Questa “ricerca” con un’IA non è stata un semplice esperimento, ma una provocazione consapevole: ci interroga sul mondo che stiamo contribuendo a costruire, in cui la guerra viene proposta come tema ludico ed educativo sin dalla prima infanzia. Dove la militarizzazione non è più solo un problema delle scuole o delle università, ma si insinua già nei libri da colorare, sotto forma di “creatività” e “divertimento”.
La questione va ben oltre un singolo prodotto sugli scaffali. Parla della narrazione dominante, della retorica dell’eroismo armato, della confusione tra sicurezza e militarizzazione e della rimozione totale del senso critico su cosa significhi davvero la guerra.
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denunciamo con forza questa deriva. Non possiamo accettare che si educhi una generazione a familiarizzare con le armi, a colorare la guerra come fosse un gioco, a interiorizzare l’idea che la violenza militare sia parte naturale del paesaggio umano.
Invitiamo tutte e tutti a condividere queste riflessioni, a segnalare episodi simili e a unirsi alla nostra campagna contro ogni forma di militarizzazione dell’immaginario infantile ed educativo. La pace si costruisce anche – e soprattutto – partendo da ciò che mettiamo nelle mani dei bambini.










Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
