Il giorno 17 aprile 2025 il giornale «L’Arena di Verona» ha raccontato la “storia” di un bambino di nome Yanis portato in questura dalla mamma marocchina, per il rinnovo del permesso di soggiorno, vestito con la divisa di poliziotto, completa di manette e fondina con pistola giocattolo.
Intervistata, la mamma ha affermato che Yanis, da tempo, ha la passione per la Polizia e per la divisa del Corpo, per cui si è abituata ad assecondare il desiderio del figlio di vestirsi da poliziotto: «A volte vuole andarci anche a scuola» e continua la mamma «lui sta crescendo bene, con buoni valori; anche a scuola fa il poliziotto, contro i bulli».
Gli agenti dell’Ufficio Immigrazione hanno accolto il bambino “entusiasta”, al di là dello sportello, spiegandogli il loro lavoro e accompagnandolo a vedere da vicino l’auto delle Uopi, Unità operative di primo intervento.
La Questura di Verona ha poi evidenziato, su Facebook (clicca qui), come «anche i bambini/e possono avere sogni grandi e ben definiti. L’articolo dell’Arena sottolinea l’importanza di sostenere i sogni dei bambini/e e di incoraggiarli/e a perseguire le loro aspirazioni».
A Verona il negozio che in centro città che vende il costume da poliziotto/a, comprensivo di manette, ma non di armi giocattolo, intendendolo come “gioco d’immaginazione” , è “Città del Sole”, una catena di negozi presenti anche in altre città, conosciuta per i suoi giochi creativi innovativi. (Al telefono il commesso ha affermato che non è nella consuetudine del negozio vendere armi giocattolo).
Questo gioco di ruolo si trova anche online su Amazon dove alcune aziende offrono un set di abbigliamento da poliziotto comprensivo di walkie talkie, manette, manganelli da 26 cm, fondina con pistola, 3 proiettili, granate, giocattoli coltello, distintivo della polizia, scudi, ecc. Le divise da poliziotto/a sono generalmente disponibili a partire dai 3 anni di età, ma alcuni costumi potrebbero essere adatti anche a bambini /e più piccoli.
È un gioco, quello del poliziotto/a, che richiama “Guardie e Ladri” di un tempo, quando si giocava nelle strade e nelle piazze da due gruppi di bambini/e che si fronteggiavano con furbizia, velocità e immaginazione.
Oggi non è più così, è diventato un “gioco di ruolo individuale”, dove il/la bambino/a, dotato di strumenti finti, ma simili a quelli reali della Polizia, impara, gradualmente, l’importanza della professione di poliziotto/a in una visione securitaria sempre più presente nelle famiglie e nella società.



Miria Pericolosi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Verona
