Abbiamo già scritto del corso di filosofia per allievi dell’accademia militare di Modena, che ha trovato accoglienza nel Corso di Laurea in Scienze Strategiche (L/DS) dell’Università di Modena e Reggio (UniMoRe) dopo che il Dipartimento di filosofia di Bologna aveva negato la propria disponibilità (clicca qui).
Alcune settimane prima la traversata della Global Sumud Flotilla aveva smosso mobilitazioni studentesche e di piazza commoventi per numero e intensità. La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello hanno strumentalizzato il conflitto sulla questione palestinese, indicando le mobilitazioni quali responsabili di un clima scomodo e del rifiuto a Bologna.(1)
In realtà, pare che il dipartimento abbia negato la propria collaborazione al corso per motivi di bilancio e di trasferta dei docenti, ai quali era stato chiesto di fare lezione in accademia a Modena e di organizzare un corso di studi su misura per l’accademia militare.
Desideriamo tornare su questa notizia dopo avere letto un articolo del prof. Francesco Bellino, riconosciuto esperto di bioetica e di filosofia morale, che sembra esprimersi a favore del corso attivato all’UniMoRe. Egli, infatti, chiama in causa il potere della filosofia che può risolvere la frammentazione e la perdita di senso dei nostri tempi, caratterizzati da troppa tecnologia «senza vita e volontà» e da una cultura mediatica pilotata da interessi economici-finanziari che ci rende quasi impossibile capire dov’è il vero e dov’è il falso.
Per ciascuna citazione del prof. Bellino nel suo articolo, noi aderenti all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vogliamo rimarcare che il fine militare della formazione accademica può solo aggravare le questioni da lui sollevate. Non può muoversi libera la speculazione filosofica, se essa viene costretta in un sistema necrofilo che finge di porsi domande, un sistema che cerca solo giustificazioni per le manovre politiche di rapina dei territori, erosione dei diritti politici, sociali e civili acquisiti.
Di particolare interesse, inoltre, sono la presunta “rivoluzione filosofica” nel segno della Difesa e la poca disposizione al dialogo da parte delle gerarchie militari che emergono dal Programma di Comunicazione del ministero della Difesa, vale a dire il documento mediante il quale viene strategicamente avviata l’aggressione delle forze armate nei luoghi della formazione e dell’istruzione.
A fine articolo il professore invoca l’introduzione di tutte le articolazioni della filosofia nei luoghi del sapere, anche per l’infanzia. Se mai avverrà, speriamo sia nel segno dell’antimilitarismo.
(1) Due anni fa abbiamo pubblicato un dossier sulle collaborazioni tra l’Università di Bologna e il settore produttivo militare internazionale, lo trovate qui. Avere rinunciato ad una collaborazione con l’accademia militare di Modena non la rende una università votata alla pace.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui:
Fai una donazione una tantum
Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!
Fai una donazioneFai una donazione mensilmente
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona mensilmenteFai una donazione annualmente
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona annualmente