Comunicato Stampa
Iniziativa nazionale online di confronto fra studenti e lavoratori della Scuola, giovedì 26 marzo, ore 18:00.
Il nostro paese partecipa attivamente alla Terza Guerra Mondiale portata avanti dai gruppi imperialisti occidentali, aumentando le spese militari, producendo ed esportando armi, supportando politicamente le aggressioni ai popoli che resistono e mettendo a disposizione le nostre basi militari e il nostro territorio per le operazioni militari illegali di Trump e Netanyahu.
L’estendersi della Terza Guerra Mondiale riguarda anche il mondo della scuola, che negli ultimi mesi ha visto un intensificarsi dei processi di militarizzazione, con progetti di alternanza scuola-lavoro svolti presso strutture militari, porte aperte nelle scuole ad agenti in divisa con i pretesti più disparati, dal contrasto alla violenza di genere alla lotta al cyberbullismo e molti altri casi puntualmente denunciati dall’Osservatorio contro la Militarizzazione di Scuole e Università. Al tempo stesso, aumentano censura e repressione verso studenti e docenti: ispezioni nelle scuole che hanno ospitato Francesca Albanese, arresti degli studenti combattivi che sono scesi in piazza negli scorsi mesi, obbligo dei “contraddittori” per dare spazio a sionisti e padroni nelle assemblee scolastiche… e poi ci sono le uscite da nostalgici del fascismo, come l’interrogazione del parlamentare di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli che chiede provvedimenti per le scuole che “non commemorano abbastanza il Giorno del Ricordo”.
In Europa, la Germania e la Francia hanno ripristinato la leva militare, una leva “volontaria” ma che, se non arriverà al numero di volontari necessario, diventerà probabilmente obbligo. In Italia il Ministro Crosetto ha aperto alla possibilità di un ripristino della leva militare sul modello tedesco e francese. E’ fondamentale non aspettare la “chiamata alle armi” per mobilitarsi: il nostro paese è già nel pieno della Terza Guerra Mondiale, una guerra con caratteristiche diverse dalla prima e dalla seconda, e spetta anche ai giovani e agli studenti lottare per costruire l’alternativa ad un futuro che li vuole disoccupati o carne da macello per la guerra imperialista, lottare per fare dell’Italia un paese socialista.
Lo scorso 5 marzo si sono svolti, anche nelle maggiori città d’Italia, presidi contro la leva militare a sostegno della data di sciopero chiamata dalle organizzazioni studentesche tedesche. Su questa strada dobbiamo proseguire, memori del bilancio degli scioperi del “blocchiamo tutto” dello scorso autunno, scioperi che hanno confermato l’importanza dell’alleanza fra studenti e lavoratori e hanno fatto nascere forme di organizzazione di studenti e di lavoratori della scuola in scuole e università dove non ce ne erano mai state prima.
Proprio per alimentare la convergenza fra studenti e insegnanti – i protagonisti della scuola pubblica, quelli che la vivono ogni giorno e che sono in grado di indicare le misure che servono – il settore Lavoro Giovani del P.CARC organizza l’iniziativa pubblica online “Scuole e università non sono luoghi di guerra”, un confronto pubblico sulle prospettive e i metodi di lotta e di convergenza da adottare per rifondare dal basso un vero diritto allo studio.
Ne parliamo con:
– Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università
– Cravos
– Comitato Lavoratori della Scuola di Siena
– Gruppo Autonomo Portuali di Livorno
– Autonomia Studentesca e Culturale
– Docenti per i Diritti Umani in Palestina
– Unigcom
– Coordinamento scuole Valsusa.
… in aggiornamento.
Sarà possibile seguire l’iniziativa al seguente link: https://meet.jit.si/RichSettlementsDesireImmediately e in diretta sulla pagina TikTok del Partito dei CARC (@partitodeicarc).

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