L’Osservatorio sostiene e invita a partecipare allo sciopero del 7 maggio

Oltre agli espliciti riferimenti a militarizzazione delle scuole, ritorno della leva, guerra e riarmo, fra le rivendicazioni dello sciopero del 7 maggio troviamo la riforma dei tecnici. Citiamo, in quanto Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, due motivazioni su quest’ultimo punto che sono funzionali ad un ritorno della leva.

Primo, con la riduzione del tempo scuola che mortifica le conoscenze di base, questa riforma vuole erodere la capacità della scuola italiana di fornire alle e ai giovani degli strumenti per orientarsi nella complessità moderna. Secondo, la “flessibilità” di organizzazione dei curricula si presta a un’introduzione di corsi ad hoc in linea con la spinta militarista che l’Europa sta vivendo.

È da notare come i paesi baltici abbiano reintrodotto recentemente la leva proprio rivisitando il “modello scandinavo” attraverso l’introduzione di corsi militari nelle scuole. Pensiamo all’Educazione alla Difesa Nazionale in Lettonia (materia obbligatoria dal 2023, introdotta insieme alla leva) o ai corsi di cultura militare della Lituania (facoltativi, introdotti nel 2024 insieme alla leva e la cui partecipazione accorcia il periodo di addestramento).

L’Osservatorio sostiene quindi le iniziative di sciopero di giovedì 7 maggio e invita tutte le e i docenti a partecipare.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


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