Quest’estate non studiare, con gli Alpini devi andare!

Il 7 giugno scorso su Orizzontescuola è uscito un articolo sull’ormai annoso dibattito relativo ai compiti delle vacanze. Al di là delle note posizioni su chi è a favore e chi contro a dare i compiti per il periodo estivo, l’aspetto curioso è che viene indicata un’alternativa definita come «una risposta pratica» che «arriva, come spesso accade, dal territorio», ossia i campi scuola degli Alpini.

Un link rimanda direttamente alla pagina di un giornale online di Valle Brembana e Valle Imagna (clicca qui), due valli prealpine della provincia di Bergamo, dove si dovrebbero svolgere i campi scuola suddetti. Il titolo con cui viene presentata l’iniziativa è esemplificativo: «Finita la scuola, genitori disperati? Mandate i figli dagli Alpini: tornano i campi scuola nelle valli».

Questi campi vengono dunque visti come un modo per andare incontro alle famiglie, o meglio a genitori che non sanno a chi lasciare i propri figli o sono preoccupati delle eccessive libertà che potrebbero prendersi in delle belle giornate in cui non c’è nessuno a metterli in riga. A questo punto perché non far loro sperimentare un bel campo scuola organizzato secondo rigide regole in stile militare?

Così la redazione di Orizzontescuola chiude l’articolo su quello che aspetta a studenti e studentesse in questa esperienza estiva: «sveglia presto, attività all’aria aperta, vita di gruppo, escursioni, educazione civica e contatto con la montagna. Insomma, meno esercizi di matematica e più scarponi». Il messaggio è chiaro: in un qualche modo bisogna lavorare, sudare. Non può essere possibile che dei giovani passino del tempo a riposarsi, coltivare i propri interessi e casomai leggere un libro per il puro piacere di farlo.

Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università siamo fermamente contrari a questo tipo di educazione. Studenti e studentesse alla fine dell’anno scolastico dovrebbero impiegare il proprio tempo ad arricchire loro stesse con attività che possano far loro sperimentare la ricchezza della società civile e non una vita militarizzata, irregimentata secondo regole imposte e non condivise. La vera educazione civica si fa quando si insegna a comprendere e ad accettare la complessità del mondo, non quando ci si sveglia la mattina presto con gli scarponi indosso.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


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