Belgio: manifestazioni contro i tagli all’istruzione represse brutalmente dalla Polizia

Tra il 4 e il 9 giugno migliaia di studenti, genitori e insegnanti hanno protestato davanti al Parlamento della Federazione Vallonia-Bruxelles in concomitanza dell’approvazione di un decreto di bilancio secondo il quale le scuole francofone subiranno un pesante piano di austerità che andrà incidere su un sistema scolastico già in difficoltà per la scarsità di finanziamenti e di insegnanti, a fronte di un aumento considerevole di studenti e studentesse. L’architettura istituzionale del Belgio è caratterizzata da una struttura federale che gestisce in maniera differente le scuole fiamminghe, germanofone e francofone. Queste ultime sono al momento gestite da un governo di centrodestra che sta riformando in profondità lo Stato sociale con lo scopo di ridurre il più possibile la spesa pubblica.

Nel decreto su citato – approvato nonostante le numerose proteste delle opposizioni sia dentro che fuori le istituzioni – è previsto per gli insegnanti dell’ultimo ciclo della scuola secondaria un considerevole aumento del carico di lavoro senza un corrispettivo aumento dei salari e una revisione peggiorativa del diritto alle assenze per malattia. Per studenti e studentesse è invece previsto un aumento delle tasse universitarie e una diminuzione delle agevolazioni per i pasti e per l’acquisto di materiale scolastico.

Di fronte a questa situazione incresciosa gli insegnanti si sono organizzati nel collettivo Mars Attacks, che è cresciuto fino ad includere circa 400 scuole e a cui presto si sono unite anche studentesse e studenti. Tale reazione vigorosa alla diminuzione dei propri diritti ha spinto anche i genitori ad unirsi alla lotta attraverso l’istituzione di Parents Attack, collettivo di supporto alle proteste dei propri figli e delle proprie figlie che non solo vedono minacciato il proprio futuro ma anche le fondamenta stesse di uno Stato democratico.

Preoccupazioni dimostratesi del tutto pertinenti alla situazione viste le violenze perpetrate dalla Polizia durante la manifestazione di fronte al Parlamento. Secondo molte testimonianze, un numero imprecisato di manifestanti è stato manganellato e insultato nonostante il loro atteggiamento pacifico. Sono stati inoltre segnalati accerchiamenti, l’utilizzo di cani poliziotto senza museruola e – dettaglio inquietante riportato da esponenti sindacali e delle associazione per la difesa dei diritti umani – agenti della Polizia con simboli riconducibili all’ambiente neonazista. Per di più la maggior parte degli studenti arrestati appartengono a minoranze etniche, ossia quella parte della popolazione studentesca che maggiormente soffre la discriminazione e il taglio delle spese sociali.

Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non possiamo non condannare questa brutale repressione di cittadini e cittadine che manifestano pacificamente per la difesa dei propri diritti e per la democrazia. Soprattutto non possiamo chiudere gli occhi di fronte a un fatto grave accaduto nel cuore dell’Europa e che ci fa vedere chiaramente come repressione e compressione dei diritti non sia solo un problema del nostro Paese.

Fonte: https://comune-info.net/gessetti-colorati-e-lacrimogeni-contro-i-marziani/

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


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