Cologno Monzese, dal patrono S. Sebastiano alla festa del Tricolore l’attività “educativa” delle forze dell’ordine a scuola

Ancora una segnalazione sulla crescente ingerenza di rappresentanti delle forze armate nel mondo della scuola. Accogliamo e volentieri pubblichiamo un documento redatto da genitori di studentesse e studenti di scuole di Cologno Monzese, su attività da svolgersi in orario scolastico in stretta collaborazione con personale delle forze armate e sotto l’egida del Ministero dell’Istruzione e delle amministrazioni locali.

Anche a Cologno Monzese, l’Amministrazione Comunale e in particolare l’Assessorato della Pubblica Istruzione coordina interventi mirati a far svolgere a  militari ed appartenenti alle forze di polizia una funzione educativa che intralcia quella  prevista dai programmi scolastici.

Ci si riferisce in particolare all’ iniziativa del 20 gennaio che invita i genitori a recarsi alla “Festa del Santo Patrono della Polizia Locale San Sebastiano” e chiede loro anche che alcuni dei loro figli, “individuati dall’Istituto Comprensivo Manzoni ad indirizzo musicale” vadano a cantare l’inno d’Italia (o di Mameli) accompagnati dalla Banda Musicale di Cologno Monzese.

Una iniziativa precedente (“Festa del Tricolore”), sempre voluta dalla P.I., si è svolta il 12 Gennaio scorso con un incontro nella Sala Comunale per spiegare agli studenti dell’Istituto scientifico Leonardo da Vinci di Cologno  la storia della nostra bandiera nazionale.

Alcuni cittadini sono preoccupati per il fatto che:

– i rappresentanti delle forze dell’ordine si sostituiscono agli insegnanti nella normale funzione educativa rivolta ai ragazzi;

non è previsto dall’Amministrazione e dall’Assessore in questione un confronto democratico che tenga conto anche delle critiche all’uso repressivo delle forze dell’ordine che, oggi come in passato, viene utilizzato contro le rivendicazioni dei lavoratori o dei movimenti anti-militaristi e pacifisti;

–  l’Amministrazione comunale, che approva così facilmente tali iniziative, non ne abbia finora promossa nessuna contro i pericoli di impoverimento culturale e  il crescente disagio sociale delle periferie.”

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