Da Ghedi a Latina: l’Aeronautica Militare nel processo di militarizzazione delle scuole

L’Aeronautica Militare è uno dei corpi armati che più pervicacemente insiste in quel processo di militarizzazione delle coscienze delle giovani generazioni e delle istituzioni scolastiche che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da tempo si propone di contrastare con una quotidiana opera di segnalazione e denuncia. Quanto successo a Ghedi e a Latina, e quanto in programma al Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze del Salto di Quirra sono solo alcuni degli esempi di una colonizzazione sempre più asfissiante contro cui è compito di tutta la comunità scolastica trovare strategie di opposizione per una scuola di pace.

«È stata una mattinata speciale quella vissuta questa mattina, 19 marzo, dai piccoli studenti della scuola dell’infanzia “Abracadabra” di Brescia accompagnati dai loro papà alla scoperta della vita e dei mezzi del 6° Stormo dell’Aeronautica militare di Ghedi». Così un articolo di stampa ci racconta di una giornata di visita avvenuta presso l’imponente struttura militare che ha visto protagonisti bambini, genitori, docenti e militari proprio nel giorno della festa del papà. Una situazione a nostro avviso surreale e preoccupante in cui, come apprendiamo dall’articolo in questione, bambini e bambine in tenerissima età, «dulcis in fundo, hanno potuto osservare i decolli con post-bruciatore di una coppia di caccia Tornado, libratisi in volo nell’ambito della quotidiana attività di addestramento».

Dal canto suo il liceo “Dante Alighieri” di Latina tramite una circolare (clicca qui) comunicava  l’opportunità, in occasione di «una sessione di prove di volo acrobatico nello spazio aereo che insiste sullo Stormo di Latina» organizzata il 19 marzo dalla Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN), di «una giornata di “open day” dell’aeroporto che consentirà di ospitare gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado dell’intera Provincia della Provincia di Latina opportunamente selezionati fino ad un numero massimo di circa 10000 ragazzi/bambini». Nella circolare l’open day viene inoltre presentato come «un’occasione unica per immergersi nella realtà dell’Aeronautica Militare che, “IN VOLO VERSO IL FUTURO” – lo slogan che ha accompagnato durante lo scorso anno il logo dei 100 anni – continuerà ad assicurare, nel rispetto dei propri valori e tradizioni, il pieno assolvimento dei propri compiti d’istituto e a sviluppare una risposta sempre più idonea ed efficace alle sfide future». E come poteva poi mancare all’interno della stessa iniziativa «la possibilità di poter conoscere più da vicino la missione svolta nonché le attività e le strutture della Scuola di Volo pontina»?      

E quanto la formula dell’open day risulti funzionale al percorso di pesante condizionamento del mondo dell’istruzione e della società intera da parte delle forze armate si puo evincere dalla recente iniziativa dell’Aeronautica Militare (clicca qui).

Sulla questione delle attività svolte da studenti e studentesse presso il poligono di tiro in questione cogliamo l’occasione di rinviare alle illuminanti pagine di Antonio Mazzeo nel suo libro La scuola va alla guerra, una guida utilissima per capire la vastità del fenomeno e inquadrarlo in un progetto di propaganda bellicista oramai capillarmente diffusa.

Carne da cannone dunque, intelligenze da plasmare e da sfruttare nella prospettiva di una guerra totale, manodopera a basso costo nelle attività di PCTO presso le strutture militari o le aziende che lucrano senza scrupolo alcuno sui conflitti armati. L’adesione ai valori di patria e di appartenenza alla nazione e l’idea delle forze armate come depositarie di valori tradizionali di riferimento per studenti e studentesse certificano in realtà a nostro avviso la sacrificabilità delle giovani generazioni sull’altare del capitalismo e delle sue guerre di aggressione. È di questo che come comunità scolastica vogliamo renderci complici?

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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