Scioperi università in solidarietà al popolo palestinese, interviste su Radio Onda d’urto

Molto variegata e giovane l’assemblea/sit-in del 9 aprile nelle immediate vicinanze del Ministero degli Esteri alla Farnesina a Roma per chiedere il ritiro dal bando del M.A.E.C.I. per collaborazioni scientifico-universitarie tra  Italia e Israele.

Guardata a vista dal solito nutrito gruppo di poliziotti della celere, carabinieri e Digos che ha relegato il gruppo degli universitari manifestanti a non meno di 300mt dall’ingresso del palazzo, il collettivo guidato da Cambiare Rotta, OSA ed altri interni alle tre università statali della Capitale, (Sapienza, Roma3, Tor Vergata) ha protestato in concomitanza con la scadenza del bando per presentare le proposte di ricerca.

Il genocidio in atto da parte dell’IDF israeliano a Gaza, le carneficine e gli arresti arbitrari in Cisgiordania, il recente tiro al bersaglio di tre vetture di una ONG nordamericana, una dopol’altra ad opera di droni, l’assalto all’ambasciata iraniana a Damasco, rappresentano crimini contro l’umanità che avrebbero dovuto indignare rettori e professori il giorno stesso dell’avvio della rappresaglia militare post-7 ottobre: una borsa di studio o un assegno per un dottorato non possono giustificare la cecità di fronte a questi orrori e impedire il boicottaggio delle relazioni scientifiche con lo stato suionista dove lìapparato industriale è strettamente connesso alla filiera bellica così come nella società civile ogni cittadino, anche dopo i tre anni di naja obbligatoria, possiede un proprio fucile mitragliatore nell’armadio.

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