Il ministro Crosetto gioca a carte scoperte in USA sulle missione di guerra dell’Amerigo Vespucci

Del grande impegno della Marina Militare dispiegato a 360 gradi in direzione di un orientamento all’arruolamento dei/delle giovani con il pullman itinerante, passando per la promozione della vela attraverso l’offerta di corsi gratuiti per pochissimi fortunati liceali, per finire all’utilizzo spregiudicato della prestigiosa nave-scuola l’Amerigo Vespucci, abbiamo ampiamente parlato in precedenti articoli.

In occasione dell’arrivo della veliero Amerigo Vespucci a Los Angeles (clicca qui per la notizia) con a bordo il cosiddetto “Villaggio Italia”, expo itinerante delle “eccellenze” italiche, il ministro Guido Crosetto, e quindi non quello del Made in Italy o dell’Industria, ma l’ex-rappresentante delle industrie armiere italiane in persona, chiarisce in queste parole la strategia, molto sofisticata in termini comunicativi che sorregge questo dispendioso progetto di marketing bellico: «Utilizzare la Vespucci ci serve per entrare in ogni Paese, nell’anima di quel paese e raccontarci in modo diverso. Noi non vogliamo soltanto raccontare che siamo bravi, vogliamo vedere se siamo riusciti a incidere (…). I miei figli non passano più attraverso il telegiornale per essere informati o il giornale e quindi bisogna utilizzare i social, bisogna trovare strumenti per arrivare su Youtube. Dobbiamo porci l’obiettivo come Paese di raccontare il Made in Italy non soltanto a quelli che hanno quaranta, cinquanta o sessant’anni, ma anche a quelli che ne hanno venti, i quali saranno i contributori del futuro».

Insomma, dobbiamo aspettarci un ulteriore incremento della propaganda di arruolamento soprattutto in Marina dove ad ogni piè sospinto viene ribadita l’esigenza di almeno 8.000 unità in più per le cosiddette “missioni di pace” o di protezione degli interessi nazionali a ricasco dell’impero statunitense oramai in caduta libera.

Stefano Bertoldi – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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