Bra (CN), lettera di una mamma preoccupata per le attività militaristiche nelle scuole dei figli

In seguito all’attività di disseminazione sul territorio e di denuncia del dilagante processo di militarizzazione dei luoghi della formazione da parte dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, abbiamo cominciato a ricevere numerose segnalazioni da parte di genitori, alcune anonime, altre firmate. Pubblichiamo qui la lettera di Natasha Sanna, madre di due studentǝ dell’Istituto “Guala” di Bra (CN), con la quale ci informa delle attività dell’esercito nell’Istituto stesso ed esprime le motivazioni del suo dissenso.

Buongiorno,

sono Natasha Sanna, abito nel comune di Cherasco, in provincia di Cuneo e ho due figlǝ che frequentano l’Istituto Tecnico Statale “E. Guala” di Bra. Sono venuta a conoscenza del fatto che nel terzo anno di frequenza del mio figlio maggiore (2022/23), l’Istituto organizzava con l’Esercito Italiano incontri per parlare di legalità e cyberbullismo. Ho segnalato immediatamente alla rappresentante dei genitori in Consiglio di Istituto, e alla referente scolastica dei progetti, la stonatura di questi incontri.

Per parlare di legalità ci sono diverse associazioni, come per esempio Libera Cuneo. Invece, per il cyberbullismo a Bra la Fondazione Carolina ha recentemente proposto degli incontri https://www.fondazionecarolina.org/2021/ con alcune classi di una scuola. Si tratta di una organizzazione fondata da un padre che ha perso la figlia suicida a causa del cyberbullismo, e grazie alla cui pressione è stata emanata la prima legge su questo tipo di reato. Le mie istanze sono state ascoltate, ma sempre rinviate ad altre persone o ad altre occasioni. Questo il post tuttora presente sulla pagina Facebook dell’Istituto in merito all’evento del 2023:

Clicca qui per la pagina Facebook dell’evento.

Ho trovato davvero fuori luogo vedere a scuola donne e uomini in mimetica, sentirli parlare di argomenti che potevano essere affrontati da altre realtà che li trattano quotidianamente, e spesso gratuitamente, come se, con il pretesto di trattare certi argomenti, si volesse presentare la vita militare come fulcro di conoscenza, libertà e democrazia.

Quest’anno mio figlio sta frequentando la quinta, ed è arrivata la circolare con la quale si organizza il consueto incontro con l’Esercito Italiano per parlare di opportunità lavorative.

Nuovamente ho fatto presente, sia in Consiglio d’Istituto sia alla referente progetti, che non era tollerabile che la scuola creasse un canale preferenziale per l’esercito e non invitasse altre realtà. Ho fatto esempi di associazioni che potrebbero parlare di opportunità lavorative, come medici/infermieri, insegnanti, delle molteplici opportunità di lavoro/studio totalmente gratuite in Europa, per formare cittadini europei e non soldati! Ho chiesto persino di invitare il vescovo, data la carenza di preti/suore: almeno avrebbero portato un messaggio di fratellanza e amore!!!

Non è mia intenzione demonizzare il lavoro dell’esercito, ma non è possibile neanche “normalizzare” la presenza di militari nelle scuole. Vogliamo educare i/le ragazzǝ a sviluppare lo spirito critico, la capacità di ragionamento, ma nell’apparato militare per definizione c’è una gerarchia e si eseguono ordini senza se e senza ma. Molti governi democratici sono stati sovvertiti da dittature militari, mentre in Italia, per il momento, l’esercito è impiegato per la sicurezza, missioni di pace e difesa, o durante le calamità naturali.

Si dimentica sempre più spesso l’autentico dettato costituzionale che prevede nei luoghi di formazione la promozione di una cultura di pace e che “ripudia la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti”. La scuola deve essere portatrice di tale messaggio, anche se ormai ovunque sembra che ci stiamo abituando alla Guerra.

Ne ho parlato con altri genitori, incontrando sia chi non trova nulla di “stonato” nella presenza dell’esercito, sia chi invece condivideva il mio punto di vista, ma senza esprimersi apertamente.

Ci stiamo abituando a non indignarci più di nulla, nemmeno quando ci rendiamo conto che certe situazioni sono pericolose, perché ormai la nostra società è come il paradosso della rana bollita che si adatta a situazioni spiacevoli senza reagire, finché non verrà appunto cotta!

Sinceramente
Natasha Sanna
natasha.sanna@hotmail.it

6 pensieri riguardo “Bra (CN), lettera di una mamma preoccupata per le attività militaristiche nelle scuole dei figli

    1. Cara Natasha, non sei assolutamente sola, siamo in tanti a pensare che l esercito non deve entrare nelle scuole. esse devono essere luogo di pace, di fratellanza, dove gli insegnanti insegnano la Nostra Costituzione che ripudia la guerra..
      Oggi l intento di fare diventare normale l’entrata in guerra, non x difenderci ma x attaccare una nazione come la Russia, mettendo in ginocchio la Nostra economia è assurda.
      Davvero vogliamo vedere i nostri figli partire x uccidere o essere uccisi solo xchè i potenti hanno deciso che la Russia sta’ rovinando i “piani” dell occidente???

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