Flashmob a Verona 24 dicembre: un richiamo alla Pace per la Palestina

Il pomeriggio del giorno 24 dicembre c.a. si sono tenuti a Verona due flashmob per ricordare alla cittadinanza il “genocidio” che sta avvenendo, tuttora, in Palestina.

Le due azioni sono state movimentate da una quindicina di persone aderenti a “Verona per la Palestina” i cui componenti fanno parte di movimenti e associazioni della città.

Il Presidio di “Verona per la Palestina” che è presente, il sabato pomeriggio, in una piazza vicino alla Brà, centro della città ha organizzato, più di una volta, biciclettate con molte adesioni e una fiaccolata con letture di poesie palestinesi, ma anche con la sottolineatura di due richieste importanti:

– la costituzione di un solo stato (anziché “due popoli- due Stati”)
– riconoscere la presenza di una resistenza palestinese decennale nei territori martoriati

L’organizzazione dei due flashmob ha richiesto qualche incontro delle/dei partecipanti per la preparazione e l’ideazione della scena e la sua tempistica: decisa la creazione di  bambole con pezze  bianche, macchiate di colore rosso a ricordare visibilmente le/i migliaia di bambine/i uccise/i dagli attacchi aerei e dalle operazioni di terra israeliane (l’1% della popolazione infantile di Gaza – dati di Save the Children). Preparazione anche di magliette macchiate di rosso per le persone distese, teatralmente a terra, a simboleggiare l’uccisione della popolazione civile. Durata tre minuti per ogni flashmob.

Alle ore 15,00 la prima azione è stata all’incrocio di Via Cappello con Via Mazzini, strade centrali di Verona, molto frequentate , sia per i più importanti negozi di grandi firme della città  (via Mazzini), sia per la Casa di Giulietta – mito letterario (Via Cappello).

Al suono di tre fischi, alcune persone si sono sdraiate a terra in pose scomposte per raffigurare la morte improvvisa, altre in piedi, hanno abbracciato i corpicini di neonati/e avvolti in sudari macchiati sangue.

Due partecipanti hanno coperto, successivamente con bandiere palestinesi le persone per terra.

Il tutto fra gli sguardi sorpresi, forse partecipanti, delle persone fermatesi a guardare, ma anche fra l’indifferenza di altri che hanno proseguito il loro passeggio. Passati i tre minuti, ad un fischio l’azione è terminata.

Il secondo flashmob viene ripreso all’inizio di Via Mazzini, p.zza Brà, di fronte all’Arena, monumento romano in cui si rappresentano Opere Liriche, per cui è conosciuta nel mondo Verona.

Stessa procedura, ma l’attenzione dei passanti è maggiore. Alcuni intonano “Free Palestine” ritmata e molti scattano foto, anche ai 15 cartelli con scritte di denuncia che, a fine azione, ognuno dei partecipanti ha tenuto in mano per altri due minuti.

Tutto questo, ovviamente, è stato fatto per attirare e mantenere   l’attenzione delle cittadine e cittadini sui crimini perpetrati sulla popolazione della Striscia di Gaza e sugli  atti di violenza diffusi in tutta la Palestina.

Miria Pericolosi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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