Citando come fonte il Corriere del Mezzogiorno, la testata Orizzonte Scuola (leggi qui) riporta l’annuncio da parte del capo della Polizia Vittorio Pisani di un piano di reclutamento straordinario per i prossimi quattro anni destinato a 20.000 giovani.
Parole importanti da parte di Pisani, che spiegano i motivi per cui, davanti ai numeri insufficienti garantiti all’attuale turn-over, «la Polizia punta sui giovani, con l’obiettivo di ampliare il bacino delle vocazioni attraverso percorsi formativi specifici, a partire dalle scuole superiori” al termine dei quali “i nuovi agenti […] dovranno imparare a relazionarsi con i cittadini con rispetto e attenzione, supportandoli nelle loro necessità». Parole che confermano ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, come l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbia visto giusto nel segnalare una costante invasione di campo secondo strategie che hanno finito con il trasformare le nostre aule in un “bacino delle vocazioni”, ovvero in una specie di ufficio di collocamento a disposizione delle forze armate e di polizia.
Tuttavia, l’esplicito tentativo di allargare il potenziale bacino dei futuri uomini e donne in divisa, affinché possa essere soddisfatto il bisogno di personale, non è la sola modalità con cui le forze di polizia si relazionano con le istituzioni scolastiche. Registriamo infatti come Osservatorio un costante lavoro volto a permettere al corpo di Polizia di penetrare a fondo nelle scuole attraverso tutta una serie di “offerte formative” che nel tempo si incistano all’interno delle quotidiane attività didattiche o creano un rapporto di familiarità con alunni e alunne sin dalla più tenera età.
È questo il caso dell’iniziativa di presentazione dell’agenda scolastica “Il Mio Diario” (leggi qui), presentata nel maggio 2024 «a Civitanova Marche, presso la Marche International School, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi» e destinata ad accompagnare «50mila alunni di quarta elementare di scuole pubbliche e paritarie delle province di Agrigento, Alessandria, Avellino, Catanzaro, Cremona, Foggia, Macerata, Parma, Perugia, Prato, Treviso e Trieste». Attraverso le avventure dei supereroi della legalità Vis e Musa l’agenda, frutto della collaborazione tra Polizia di Stato e Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il sostegno del ministero dell’Economia e delle Finanze, concorre «a riproporre nelle scuole l’educazione civica, precondizione di tante situazioni che le Forze di polizia devono risolvere nell’attività quotidiana, perché significa concorrere all’educazione dei ragazzi ai valori fondamentali che sono stati declinati: l’amicizia, la solidarietà, il rispetto per il prossimo», ha detto il titolare del Viminale intervenendo all’evento e «si propone in effetti come un vero e proprio strumento di supporto alla didattica, con l’obiettivo di avvicinare in modo semplice e coinvolgente i giovanissimi cittadini ai valori della convivenza civile e del rispetto delle regole».
Sarebbe lungo l’elenco di queste “proposte formative” che spaziano dagli incontri sul bullismo e cyberbullismo (qui per uno dei tanti esempi) a giornate dedicate alla lotta contro le violenze di genere (si veda ad esempio qui e qui) che, più che un ipotetico arricchimento dell’offerta formativa sembrano indicare una progressiva delega della funzione della scuola pubblica come luogo di crescita umana e culturale di studenti e studentesse ad altri apparati dello Stato.
Attraverso una serie di protocolli tra il dicastero dell’Istruzione e altri ministeri (l’Osservatorio aveva già scritto sull’ultima intesa tra MIM e Ministero dell’Interno) si sta normalizzando uno slittamento di queste funzioni a tutto vantaggio delle nuove figure professionali dell’educazione in divisa, e si sta in definitiva certificando la demolizione di un’intera classe di lavoratori e lavoratrici. Si tratta a nostro avviso di una vera e propria deriva culturale cui tutto il corpo docente è chiamato ad opporsi, nella difesa non solo della propria professionalità, ma anche di una scuola finalmente affrancata da ogni ingerenza esterna.
Come Osservatorio invitiamo pertanto genitori e genitrici, studenti e studentesse e personale scolastico tutto a contattarci https://osservatorionomilscuola.com/contatti/ e a visitare il nostro sito dove si può trovare un vademecum (clicca qui) utilizzabile per opporsi alle attività che vengono proposte nelle istituzioni scolastiche da parte delle forze armate.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Pubblicato anche su www.ambienteweb.org

[…] Leggi sul blog o su Reader […]
[…] Comincio dalle dichiarazioni del capo della Polizia, Vittorio Pisani, che in un’intervista ha annunciato un piano di reclutamento straordinario per i prossimi quattro anni destinato a 20mila giovani, con l’obiettivo di invertire il trend di “crisi delle vocazioni” attraverso percorsi formativi specifici a partire dalle scuole superiori. (Piano reclutamento Polizia nelle scuole: 20.000 giovani fino al 2028) […]