Bologna: presìdi contro la militarizzazione per il 4 novembre

A Bologna si sono svolti tre presidi diversificati per orario e per luogo per intercettare audience differenti e per avere modalità di confronto e partecipazione diverse.

Nel primo pomeriggio davanti al Rettorato si sono ritrovati studenti e studentesse (rappresentati da Cambiare Rotta e GPI) e personale dell’Università (rappresentati da CUB e USB) per inquadrare la giornata del 4 novembre e delineare lo stato dell’arte del processo di militarizzazione nel mondo accademico.

Tanti i temi affrontati: dal dual-use alla rescissione degli accordi con filiera bellica e partner israeliani, dalle campagne di boicottaggio all’obiezione di coscienza, dalla censura di guerra alla propaganda ed alla repressione governativa.

Quasi in contemporanea, dall’altra parte della città si svolgeva invece il presidio presso il Giardino dei Pioppi a Borgo Panigale, dove il Coordinamento No NATO ha svolto un presidio informativo davanti ai cittadini del quartiere attraversato da un tratto del NIPS, l’oleodotto della NATO che passa fra le case, in mezzo ad un parco e vicino ad una scuola. Un’infrastruttura strategica che minaccia la sicurezza della zona e comporta rischi da non sottovalutare.

La giornata di Bologna si è chiusa col presidio di Piazza San Francesco, lanciato da USB Scuola per coinvolgere anche i docenti delle scuole che, a seguito dell’annullamento del convegno del Cestes da parte del MIM, non avevano avuto il permesso per partecipare all’iniziativa promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per la mattina del 4 novembre.

Oltre ai temi legati alla scuola che non si arruola, il presidio serale è stata l’occasione per denunciare l’economia di guerra e il genocidio a Gaza, che continua nonostante una tregua sempre più finta. Piazza San Francesco si è riempita di giovani (soprattutto gli studenti Cambiare Rotta e OSA), cittadini di ogni età, ma anche di lavoratori dei vari settori dell’Unione Sindacale di Base. Presenti anche Potere al Popolo, Rete dei Comunisti, Sanitari per Gaza, Docenti per i diritti umani in Palestina, Giovani Palestinesi.

Vista la folta presenza di realtà che collaborano sulla campagna de LA CONOSCENZA NON MARCIA, è stata anche un’occasione per rilanciare la campagna che mira a predisporre uno strumento normativo per trovare una risposta sistemica atta ad eliminare le collaborazioni di scuole e università con filiera bellica e partner di Paesi incriminati per genocidio

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