Al Polo Tecnologico “Manetti-Porciatti” di Grosseto orientamento a pilotare strumenti di morte?

Alla serie in continua estensione delle iniziative di commistione tra scuola e Forze Armate, si aggiunge quella del Polo Tecnologico “Manetti-Porciatti” di Grosseto, che nei giorni scorsi ha accompagnato gli studenti e le studentesse delle classi quinte in uscita “didattica” [sic!] presso il locale aeroporto militare per svolgere attività di FSL ed orientamento in uscita. Ovvero per diventare piloti o loro truppa di supporto per azioni in teatri di guerra. L’aeroporto “Baccarini”, elemento fortemente caratterizzante della realtà locale, è sede del 4º Stormo dell’Aeronautica Militare e base dei caccia intercettori Eurofighter Typhoon F-2000.

Resta da conoscere che cosa vi sia di didattico in una visita ad una base aerea che ospita caccia intercettori dotati di sistemi per il bombardamento a bassa quota, con relativa scuola di addestramento per i piloti. Ovvero, che ospita velivoli incapaci di spegnere un incendio o di prestare un soccorso, ma capaci soltanto di seminare morte e distruzione in un raggio di oltre 3000 Km di distanza.

Bene si presta, quindi, ad offrire terreno ideale per promuovere quella cultura militare che sistematicamente si sta inoculando nelle giovani e giovanissime generazioni, per coltivare in loro quello spirito combattivo facilmente presentabile come positiva competitività che può tornare utile in momenti di scontro militare, ovvero in quelle situazioni di guerra che, attraverso la propaganda (anche non tanto velata) dell’informazione diffusa a 360° gradi, stanno ormai entrando nell’immaginario collettivo come probabili, o forse necessarie o forse anche indispensabili.

É facile fare leva sullo spirito avventuristico dei ragazzi, sul loro desiderio-bisogno di affermazione di sé e proporne la soddisfazione attraverso la proposta di azioni fuori dall’ordinario: la velocità, la competenza tecnica del padroneggiare strumentazioni sofisticate, la sfida con cui misurarsi in azioni quanto mai lontane dalla grigia routine della vita dell’impiegato-tipo.

Ci si chiede quale sia la consapevolezza di quei docenti che hanno approvato tali uscite. Soprattutto quanto sia diffusa l’idea che la scuola, più che diffondere i valori dell’obbedienza e della gerarchia, sia il luogo per coltivare autonomia di pensiero, spirito critico, disponibilità al confronto, al dialogo ed alla collaborazione, partecipazione consapevole.

Le norme che regolano la vita e l’azione del mondo militare sono necessariamente basate sull’assenza di domande e di dubbi; il concetto stesso di verticalità nei rapporti tra settori e tra persone nega quello dell’apertura al confronto ed alla collaborazione: dunque, la visita ad uno spazio militare non è una scelta come tante, non è un’opzione neutrale: è la proposta di una strada che con il concetto di formazione ad una cittadinanza attiva non ha proprio nulla a che vedere.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Grosseto


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Un pensiero riguardo “Al Polo Tecnologico “Manetti-Porciatti” di Grosseto orientamento a pilotare strumenti di morte?

  1. […] Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Alex Corlazzoli, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 5 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione all’episodio di Grosseto. […]

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