Faro di Roma: Fino a che punto lo Stato può pretendere obbedienza quando questa implica la partecipazione diretta o indiretta alla guerra, oppure alla sua preparazione?

di Laura Tussi su Faro di Roma del 18 maggio 2026

Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Faro di Roma il 18 maggio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo.

«Dall’obiezione di coscienza all’impegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, rete nazionale promossa da docenti, pedagogisti, ricercatori, studenti, giuristi, associazioni pacifiste e movimenti per la scuola pubblica, tra cui figure come Michele Lucivero e Antonio Mazzeo, cioè docenti impegnati nel monitorare la crescente presenza delle forze armate negli istituti scolastici e accademici. L’Osservatorio denuncia accordi tra Ministero dell’Istruzione, università e apparati militari, analizza programmi educativi, PCTO, fiere belliche, attività di orientamento e campagne di reclutamento rivolte agli studenti, evidenziando il rischio di una progressiva normalizzazione della cultura militare nei luoghi della formazione. Parallelamente promuove percorsi alternativi fondati sull’educazione alla pace, alla nonviolenza, alla cooperazione internazionale, alla cittadinanza democratica e al pensiero critico, difendendo il ruolo della scuola e dell’università come spazi autonomi di conoscenza e non come strumenti di consenso alla logica della guerra…continua a leggere su www.ilfarodiroma.it.


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