La puntata di «Un giorno in pretura» andata in onda su RAI3 il 29 luglio (clicca qui per guardare il video) ha affrontato il processo per la morte di Emanuele Scieri avvenuta nella caserma paracadutisti di Pisa nel 1999.
Il processo apre uno squarcio terrificante su quella «pedagogia dell’umiliazione» che, benché coperta da omertà, è ben viva nel mondo militare, come abbiamo messo anche in evidenza in relazione al numero dei suicidi in caserma.
La conduttrice Roberta Petrelluzzi chiude la puntata con queste parole: «Questo processo acquista una particolare rilevanza proprio nel momento in cui nel mondo, come diceva papa Franesco, è in atto una terza guerra mondiale a pezzi e da più parti viene ventilata l’idea di istituire di nuovo la leva obbligatoria».
Guardiamo questa puntata e facciamola vedere nelle nostre classi. Sono proprio questi i motivi per i quali come docenti dobbiamo fare muro ai militari che vengono nelle nostre scuole a magnificare le «carriere in divisa»; è qui che vogliamo che i nostri studenti e le nostre studentesse «crescano»? Questo è un sistema dove sei vittima o carnefice.
A scuola si insegna a pensare con la propria testa, nel mondo militare annullano il pensiero e l’insegnamento è solo uno: ubbidire senza pensare e, per farlo entrare bene nella testa, i sistemi sono questi… guardate e condividete, e opponiamoci all’orientamento militare nelle nostre scuole.
Serena Tusini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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