On The Road (again) ad Agrigento: perché diciamo no alla scuola in divisa

A darne notizia è il portale del Ministero degli Interni, dal quale si apprende che si è tenuta ad Agrigento, sul finire del mese di Settembre, l’ennesima iniziativa del progetto “On The Road”, in collaborazione anche con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (clicca qui per la notizia).

L’iniziativa non è nuova e siamo intervenuti come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università in diverse occasioni (clicca qui). Il progetto nasce nel 2007 ed è stato realizzata in numerose realtà italiane. Lo schema è sempre lo stesso, a coordinare il tutto vi è la Prefettura tramite un Protocollo territoriale, che mette insieme istituzioni, enti e organizzazioni operative della provincia.

Siamo davanti alla martellante propaganda securitaria, ma anche ad una mistificazione delle problematiche sociali. Non è affiancando un poliziotto, un agente di polizia municipale o un militare della guardia di finanza che i giovani prenderanno coscienza delle problematiche. Sono altri i percorsi di sensibilizzazione delle giovani generazioni, a partire dai bisogni reali e non da quelli indotti secondo una logica securitaria.

Il progetto andrebbe definito con altre modalità e approcci pedagogici, non mettendo al centro della società il ruolo delle forze dell’ordine, le logiche securitarie, l’insieme di norme che ruotano attorno ai Decreti sicurezza. La sensibilizzazione su questi temi si rende necessaria, ma per aprire gli occhi ai problemi reali della nostra società: la sanità e l’istruzione, bisognosi di finanziamenti, la manutenzione del territorio, la salvaguardia dei beni comuni, da tempo soggetti ad abbandono o privatizzazione.

Chi parla di rafforzare la cultura della legalità e della sicurezza dovrebbe adoperarsi per una sicurezza sociale, oggi negata da anni di politiche improntate a tagli e riduzione di spesa, mentre si scopre che la nuova manovra assegna ben 4,6 miliari di euro (+ 0,19% PIL). Progetti del genere offrono una visione ristretta e parziale del concetto stesso di legalità, soffermandosi sull’operato delle forze dell’ordine e mai su cause e conseguenze della illegalità. La presa di coscienza dei problemi reali non rientra negli obiettivi delle Istituzioni.

Siamo alla ricerca dei comportamenti deviati senza mai comprendere quali siano i percorsi di cura. Vogliono formare i cittadini e le cittadine di domani, ma si stratta di cittadini e cittadine incapaci di affrontare criticamente le problematiche sociali, l’esatto contrario di quella cittadinanza attiva, critica e disobbediente a regole ingiuste.

Osservatorio contro la militarizzaiozne delle scuole e delle università


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