A Palermo le scuole incontrano le FF.AA, avanti all’insegna della cultura bellicista

Dal 2022 l’Europa è direttamente coinvolta in una guerra sul suo territorio, nel 2023 il nostro Paese si è trovato a prendere posizione rispetto ad un’altra guerra: il conflitto israelo-palestinese. Il 27 ottobre l’Italia, insieme a 14 paesi dell’Unione Europea, si è astenuta su una risoluzione dell’ONU che chiedeva una tregua umanitaria a Gaza. Sulla base di queste premesse è dunque logico dedurre che, anche se indirettamente, siamo un paese in guerra. In questo quadro a tinte fosche, perché è bene ricordarlo la guerra è sempre la soluzione peggiore e con maggior perdite e danni in termini umani e strutturali, si inserisce l’attività che da un anno a questa parte noi dell’Osservatorio denunciamo costantemente e con grande proccupazione. In altre parole la continua presenza, anche attraverso protocolli d’intesa tra Ministero dell’Istruzione e della Difesa, di Forze Armate e Forze di Polizia, che sostituendosi ai/alle docenti, entrano nelle scuole in qualità di “formatori” tenendo lezioni su vari argomenti. Eccone un esempio riportato dalla nostra sede di Palermo.

Anche a Palermo gli studenti delle classi IV e V degli istituti superiori continuano a svolgere attività di orientamento con le FF.AA. e Forze dell’ordine, malgrado l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbia inviato a tutte le scuole, ad inizio anno una diffida per prevenire questa pericolosa commistione(in foto il nostro volantinaggio nelle scuole).

Accade all’IIS Einaudi-Pareto, al liceo Benedetto Croce, all’IIS Majorana e tanti altri stituti.

Dalle numerose segnalazioni che pervengono all’Osservatorio da parte di docenti, genitori, cittadini e cittadine, risulta quanto sia estesa e pervasiva questa presenza militare e come le nostre scuole stiano diventando terreno di conquista di una ideologia bellicista e di controllo securitario che nulla a che fare con l’educazione alla pace che si trova sempre nei piani triennali dell’offerta formativa.

Ci sembra incompatibile il ruolo educativo della scuola, basato sull’accoglienza, la nonviolenza, lo sviluppo del pensiero critico, con quel modello che si basa sull’obbedienza, sull’esaltazione dell’identità nazionalistica da difendere a tutti i costi da un nemico (interno ed esterno ai confini nazionali) creato ad hoc come capro espiatorio.

La scuola è, e deve restare, luogo di pace e di accoglienza, per saper dire no al razzismo, al sessismo, alla sopraffazione di cui sono portatori i linguaggi e le pratiche belliche

Dobbiamo “smilitarizzare” la scuola, allontanare questi modelli di forza e di violenza, restituirle il ruolo sociale previsto dalla Costituzione italiana.

Candida Di Franco, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Palermo

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